RIMINI

15/06/2018 - 19:25

Palpeggia paziente dopo l’operazione: un anno e otto mesi

L’uomo all’epoca dei fatti era in servizio all’ospedale Cervesi di Cattolica: «Scelta processuale»

Palepeggia paziente dopo l’operazione: un anno e otto mesi

RIMINI. Era accusato di aver palpeggiato le parti intime di una paziente di venticinque anni ancora semi-incosciente, appena uscita dalla sala operatoria dopo essersi sottoposta a una particolare operazione medica. Ieri l’uomo, Donato Catalano, 67 anni, residente a Montescudo-Montecolombo difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, ha patteggiato la pena, sospesa, di un anno e otto mesi di reclusione. Una scelta processuale, la sua, che non comporta un’ammissione di responsabilità (l’accordo con l’accusa ratificato dal Gip Sonia Pasini gli vale lo sconto di un terzo rispetto alla pena teorica). L’uomo, all’epoca dei fatti in servizio come barelliere all’ospedale “Cervesi” di Cattolica, doveva rispondere di violenza sessuale (ipotesi lieve). Stando alla versione dell’accusa, però, la violenza sessuale si sarebbe consumata, a più riprese, tra la sala di risveglio e l’ascensore, prima ancora di riportare la paziente in camera. L’episodio incriminato risale al 18 settembre 2017. La donna, assistita dall’avvocato Francesco Pisciotti, è una immigrata proveniente da un Paese dell’Asia. Il marito, tradizionalista, alla compagna di stanza della moglie aveva confidato che avrebbe preferito un’equipe medica composta da sole donne, in ogni caso non aveva fatto storie. E infatti era andato tutto come doveva andare. La donna, sottoposta ad anestesia totale, aveva cominciato a risvegliarsi. Durante la “sosta” nella sala del risveglio fu affidata al maturo barelliere. L’uomo, approfittando della condizione di minorata difesa della donna, ancora leggermente stordita dai farmaci che le avevano indotto il sonno, le avrebbe infilato le mani sotto al lenzuolo. I palpeggiamenti continuarono anche durante il tragitto, stando al ricordo della giovane, incapace di reagire per l’assurdità della situazione. «Mi ha toccata nelle parti intime e al seno, provocandomi anche dolore», disse ai carabinieri.

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