RIMINI

14/06/2018 - 12:09

di FILIPPO CAPPELLI

«Troppi pericoli in mare: anziani e bimbi non possono fare il bagno da soli»

«Abbiamo proposto una cartellonistica con le regole per una corretta balneazione. I bagnini si sono dimostrati ostili reputandola una sorta di “terrorismo turistico”»

«Troppi pericoli in mare: anziani e bimbi non possono fare il bagno da soli»

RIMINI. Il mare va sempre rispettato. È questa la prima legge per chi si appresta a frequentare le spiagge della riviera. A spiegare il motivo di questa “regola d'oro” è Stefano Simoni, referente dell'associazione Marinai di salvataggio di Rimini, creata nel 2011 per incrementare la sicurezza in favore degli utenti del mare.

Cosa ne pensa di questo inizio di stagione sulla riviera ?

«Tutti siamo a conoscenza delle tragedie che sono avvenute nelle nostre acque dall'inizio della stagione».

Il bilancio è già di tre morti in mare.

«Sono eventi non condizionati dal maltempo. Senza entrare nel merito di queste tre tragedie, dico che è fondamentale fare attenzione ad alcune regole base della balneazione. Il mio consiglio è di conoscere sempre queste regole e di stare sempre allerta perché i pericoli del mare sono molti e soprattutto imprevedibili».

Il mare Adriatico è pericoloso? Viene rispettato o è sottovalutato?

«Tutte le acque sono pericolose e il mare Adriatico non fa eccezione. Il fondo è infatti irregolare ed è facile incontrare buche o “scalini” di sabbia, così come è altrettanto facile, specialmente in giornate con mare mosso, che le onde trascinino via il corpo anche contro la propria volontà. Spesso però viene sottovalutato dagli utenti inesperti o non curanti del pericolo in quanto ritenuto innocuo per via della bassezza delle acque e per il fondo sabbioso».

Quali sono, dunque, le regole base da rispettare?

«Le indicazioni sono molto semplici e potrebbero sembrare banali, ma sono molto importanti: si tratta di non immergersi immediatamente dopo i pasti (rispettando le tre ore canoniche), di non allontanarsi al largo dove non si tocca e le correnti sono più forti e soprattutto di non “fare il bagno” in assenza del salvataggio o in presenza di bandiera rossa. Un'altra regola è quella di non lasciare che gli utenti più deboli, bambini e anziani, si immergano da soli, neanche in acque basse perché il fondo è irregolare. È fondamentale poi prestare sempre la massima prudenza e attenzione in qualsiasi situazione ed attenersi sempre alle indicazioni del salvataggio».

Cosa si può fare per far venire a conoscenza le persone di queste e per far sì che siano rispettate da tutti?

«Un'iniziativa proposta dall'associazione Marinai di salvataggio è l'uso della cartellonistica con le regole per una corretta balneazione. Quest'idea è stata proposta alle autorità e ai concessionari della spiaggia: dai primi è stata accolta in maniera abbastanza positiva mentre gli altri si sono dimostrati abbastanza ostili e contrari in quanto la reputano una sorta di “terrorismo turistico”. Al momento la cartellonistica è presente sulle torrette dei salvataggi ed il mio consiglio è di prenderne sempre visione. Alcune raccomandazioni vengono poi già trasmesse anche dal “Publiphono” che però non raggiunge tutte le spiagge: è fondamentale dunque una perfetta integrazione tra i mezzi visivi ed uditivi».

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