RIMINI

20/04/2018 - 12:34

di ERIKA NANNI

Fiorai e custode “incastrano” il ladro di vasi di rame al cimitero

Un ragazzo scoperto dopo che aveva riempito una borsa di recipienti. È scappato prima dell’arrivo dei vigili

Fiorai e custode “incastrano” il ladro di vasi di rame al cimitero

RIMINI. Cimitero di Rimini, una grande risorsa. Deve averla considerata così il ragazzo che nel pomeriggio di mercoledì è stato sorpreso mentre si aggirava tra le tombe del camposanto con in mano una borsa colma di vasi di rame, un articolo che attualmente pare essere molto in voga tra gli avventori del cimitero. Infatti, dopo le frequenti e ormai comuni scorribande alla ricerca di mazzi di fiori, ceri e persino ghiaia decorativa, le energie di questi “cacciatori di tesori” si stanno concentrando principalmente sui contenitori di rame deposti sulle lapidi. Qualche giorno fa, alcuni fiorai si sono probabilmente imbattuti proprio in uno di questi “cercatori”, mentre era intento nell’opera di prelevare i vasi per trasportarli fuori dalle mura del camposanto. «Mercoledì pomeriggio sono stato allertato da alcuni fiorai – racconta Valentino De Camillis, uno dei custodi del cimitero, spiegando l’accaduto: - sono corso subito a vedere cosa fosse successo. Quando li ho raggiunti ho trovato tre commercianti che lavorano nei chioschi di fiori insieme a un ragazzo italiano, sulla trentina, che teneva tra le mani una borsa evidentemente piena di vasi».

Vasi presi dalle tombe

I tre fiorai pare infatti che lo abbiano intercettato, e di seguito fermato, proprio mentre questi stava prelevando un vaso da una lapide, e che lo abbia prontamente inserito all’interno di una sacca che già conteneva altri contenitori dello stesso tipo. «Gli abbiamo chiesto di mostrarci cosa avesse dentro la borsa, ed è risultato che c’erano dieci o undici vasi di rame – racconta il custode de Camillis - si è giustificato dicendo che quelli che aveva nella borsa erano i vasi dei suoi parenti defunti e che li aveva prelevati con l’intenzione di lavarli». Un alibi che non ha però convinto i fiorai e il custode, che si sono subito preoccupati di verificare quali fossero i defunti familiari del ragazzo seppelliti all’interno del cimitero di Rimini. «Dal controllo è risultato che questo ragazzo può avere al massimo 4 o 5 parenti sepolti qui – riferisce sempre de Camillis – di cui uno si trova in un loculo a muro, dove, quindi, non può certamente esserci un vaso di quella tipologia. I vasi che aveva nella borsa erano quindi almeno il doppio di quelli che avrebbe potuto trovare sulle tombe dei suoi parenti. Ci è sembrato che il suo comportamento fosse alquanto sospetto».

Chiamati i vigili

Determinati a far luce sulla vicenda, i fiorai e il custode si dirigono verso la guardiola, dove hanno “accompagnato” anche il presunto ladro di vasi, non proprio felice di ricevere tali attenzioni. «Una volta dentro il mio ufficio, ho telefonato ai vigili per chiedere se qualcuno di loro potesse intervenire ma ci hanno detto che non era possibile. Nel mentre – riporta il custode, senza nascondere la sua agitazione – il ragazzo è scappato. Ci siamo voltati e l’abbiamo visto correre via mentre urlava a squarciagola dicendo di essere stato accusato di essere un ladro, che era una vergogna e che lui si stava solo prendendo cura dei suoi cari che non ci sono più».

Il ragazzo si è quindi dato alla fuga, ma non prima di aver consegnato i preziosi contenitori ramati che i fiorai hanno prontamente affidato al custode, in attesa di venire ricollocati. Come fare per evitare che questi episodi continuino a verificarsi? La soluzione che propone il custode è quella delle telecamere, - al momento ne è stata installata una soltanto, all’ingresso lato Viserba - insieme a una sorveglianza più intensa da parte anche delle forze dell’ordine «potrebbe essere un valido deterrente».

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