DAL PALCO AL TRIBUNALE

Accusò Dodi Battaglia di furto, ex badante a processo per calunnia

Con la donna alla sbarra anche il vicino di casa che dichiarò d’aver visto il musicista prendere i quadri della zia

di ENRICO CHIAVEGATTI

12/04/2018 - 11:00

Accusò Dodi Battaglia di furto, ex badante a processo per calunnia

RIMINI

Un bel gruzzoletto in banca e una collezione di quadri di tutto rispetto. Questa l’eredità che Dodi Battaglia, uno dei leader storici dei Pooh, avrebbe dovuto ereditare alla morte della zia, come lei stessa aveva scritto nel testamento. Grande fu quindi la sorpresa del musicista quando alla scomparsa dell’anziana parente, scoprì di essere stato “diseredato” a favore della badante che aveva seguito la zia negli ultimi anni di vita. Correva il febbraio del 2015 e da quell’anno tra Battaglia e la nuova presunta erede la 56enne Svitlana Tsap, si è scatenata una battaglia sul testamento ancora lontana dal vedere una soluzione. Si sa invece che nel giugno del prossimo anno, le due parti si troveranno faccia a faccia davanti al tribunale monocratico di Rimini. La donna, infatti e Luciano Achilli un vicino della casa di Misano dell’anziana scomparsa, sono stati rinviati a giudizio dal giudice Vinicio Cantarini con l’accusa di calunnia ai danni di Dodi Battaglia e dell’avvocato Pierluigi Giannini, amministratore di sostegno della zia (nominato dal tribunale) fino alla sua morte.

La collezione sparita

Cuore di questa parte della querelle (la causa civile è ancora aperta), le accuse di furto sfociate in una denuncia ai carabinieri presentata dalla Tsap nel marzo del 2015. L’ex badante si presentò in caserma affermando di essere rientrata nella sua casa (quella ereditata dall’anziana) e di aver trovato le pareti spoglie di tutte le tele che erano affisse. Oltre al dettaglio delle opere, aveva aggiunto di essere in grado di individuare gli autori del saccheggio, grazie alla testimonianza del suo vicino Luciano Achilli. A compiere il maxi furto, fece verbalizzare, erano stati secondo la sua ricostruzione l’avvocato Pierluigi Giannini, Dodi Battaglia e la sua fidanzata dell’epoca.

Sbugiardati

Chiamato in caserma, il supertestimone confermò per filo e per segno quanto detto da Svetlana Tsap. Purtroppo per lui, però, i carabinieri hanno verificato la deposizione scoprendo che all’ora in cui il “furto” sarebbe andato in scena il supertestimone era al lavoro e non a casa in malattia come dichiarato. A questo punto il Gip Fiorella Casadei ha disposto l’archiviazione a carico di Battaglia e dei due coimputati per “insussistenza del fatto”. Contemporaneamente la procura ha aperto un fascicolo contro Tsap e Achilli per calunnia. I due imputati sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Torquato Tristani e Mario Casabona. Dodi Battaglia e l’ex fidanzata si sono costituiti parte civile con l’avvocato Antonio De Rensis, l’avvocato Pierluigi Giannini con il collega Luigi Renni.

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