RIMINI

29/03/2018 - 13:08

di ANDREA ROSSINI

Maltratta la “fidanzata” disabile. «Con un figlio avrò casa e pensione»

L’uomo arrestato: negava le cure alla donna e minacciava di uccidere chi si opponeva al suo progetto

Maltratta la “fidanzata” disabile. «Con un figlio avrò casa e pensione»

RIMINI. Voleva mettere incinta la “fidanzata” (una donna affetta da “scompenso maniacale in disturbo bipolare” alla quale negava le cure) per mettere al mondo un figlio disabile così da garantirsi in colpo solo una casa popolare e due pensioni di invalidità. Un progetto coltivato con determinazione, tanto da da minacciare una sorella della donna che cercava di opporsi: «Se devo andare ancora in carcere, la prossima volta ci finisco per omicidio». Con l’accusa di maltrattamenti aggravati verso la “fidanzata”, violazione di domicilio e danneggiamento dell’autovettura della familiare a lui ostile è finito in manette ieri un 57enne di origine pugliese, residente da tempo a Rimini. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini Benedetta Vitolo su richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani.

Il provvedimento nasce dal perdurare, tra il mese di luglio del 2017 e le scorse settimane, di una serie di violenze da parte dell’uomo nei confronti della sua compagna, una donna affetta da problemi psichiatrici per i quali salute per le quali è da tempo seguita dall’Unità operativa del centro di salute mentale dell’ospedale “Infermi” di Rimini. Nello specifico, l’uomo, dopo aver avvicinato la vittima instaurando con lei un rapporto sentimentale, l’avrebbe sottoposta a ricorrenti violenze fisiche e psicologiche, impedendole di prendere le medicine e di seguire regolarmente le cure cui aveva bisogno, andando spesso in contrasto anche con il personale sanitario. Oltre a installarsi “abusivamente” nelle case dove lei era ospitata come paziente, pretendeva di avere voce in capitolo nei periodi di ricovero ospedaliero della donna per portarla a interrompere le cure. Nemmeno l’intervento della famiglia della parte offesa, che in certi periodi ospitava la donna, è riuscita a migliorare le cose: infatti l’uomo si presentava a casa della sorella, infastidendo anche i vicini. In un caso, in evidente stato di alterazione psicofisica, l’uomo avrebbe preso a calci la macchina della sorella della “compagna”, danneggiando le spazzole tergicristallo prima di darsi alla fuga. Per i carabinieri non è la prima volta che l’uomo approfitta di una persona in stato di debolezza: in passato avrebbe preso di mira una donna sordomuta con l’obiettivo di costringerla a fare sesso e “gestire” la sua pensione.

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