RIMINI

11/01/2018 - 23:02

Calo delle piogge e clima torrido entro il 2050 boom delle temperature

Calo  delle piogge e clima torrido entro il 2050 boom delle temperature

RIMINI. Caldo record, pioggia che cade con il “contagocce”, siccità. Basta? No, potrebbe andare peggio: le temperature potrebbero salire ancora. Magari non domani, ma entro il 2050 succederà. Lo dice la relazione annuale dell’Arpae: 30 gradi di media in estate, quattro in più rispetto al 1960.

Non scende la pioggia

L’anno scorso a Rimini è caduta pioggia per 66 giorni, mentre nel 2016 erano stati di più: 87. Dati simili al 2017 si trovano nel 2011 (65 giorni di pioggia) e nel 2015 (68). Record nel 2010 (108). Ovviamente l’anno in cui è caduta più acqua dal cielo è il 2010 (mille millimetri). L’anno scorso “solo” 566 millimetri.

“Antò, fa caldo”

Ed ecco la parte più “caliente”. Il report di Arpae riferito all’Emilia Romagna, ricorda che il «caldo torrido» di inizio agosto 2017 (con il picco di 42,2 gradi in agosto), si colloca invece al terzo posto fra le più calde dal 1961, dopo quella del 2003 e 2012. Tre gradi in più di media quest’anno rispetto all’estate dal 1961 al 1990, più 4,5 e più 3,4 nel 2003 e 2012.

Si può comunque fare peggio. «Le proiezioni della temperatura massima estiva regionale per il periodo 2021-2050 hanno una media di poco inferiore ai 30 gradi, contro i 28 dal 1981-2010 e il 26 dal 1961 al 1990». I conti sono semplici: in poco meno di cento le temperature medie estive aumenteranno di 4 gradi, da 26 a 30. Inoltre nel periodo compreso tra il 2021 e il 2050, quasi un’estate su tre potrebbe raggiungere una media stagionale delle temperature massime uguale o superiore a quella del 2017.

Il fatto forse più rilevante a livello regionale - fa notare Arpae - è che considerando l’effetto combinato della alte temperature e delle scarsissime piogge, quest’anno il valore record di deficit idrico ha toccato un valore record nel periodo da marzo ad agosto».

“Prima la spiaggia”

«Diciamo che questi dati non sono solo interessanti per questioni meramente statistiche ma soprattutto perché indicano un piano di lavoro che sempre più nei prossimi venti anni deve occupare l’agenda amministrativa dell’Europa, Paese e anche dei territori» spiega l’assessore all’ambiente Anna Montini. Che poi aggiunge. «L’estate 2017 non è stata un unicum ma in qualche modo segue “casi” analoghi già registrati nel 2003 e nel 2011. Si configura un trend, confermato dai precedenti (aumento di due gradi della temperatura massima estiva dal 1960 al 2010 e previsione di aumento di altri due gradi fino al 2050). E dunque su questa precisa direzione climatica, e dei suoi effetti sociali e economici, che l’Europa, l’Italia e le comunità locali devono orientare le loro politiche. Politiche per la risorsa idrica in termini di risparmio e riuso, politiche a tutela del bene naturale spiaggia, politiche per la promozione delle energie alternative (solare in primis), politiche per la costruzione di edifici e di isolamento termico, politiche di verde urbano, politiche turistiche, politiche della mobilità sostenibile. È un grande tema a cui tutti dobbiamo sempre più guardare e soprattutto che dobbiamo sempre più strutturare con spirito costruttivo e innovativo, uscendo dall’estemporaneità del mero resoconto anno per anno».

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