DOLORI DI CUORE E DI TASCA

Intesta i beni alla moglie e lei lo lascia... a piedi

Il marito pur di riavere il T-max che lei aveva fatto sequestrare è pronto a denunciare che la loro separazione era soltanto fittizia

30/11/2017 - 09:58

Intesta i beni alla moglie e lei lo lascia... a piedi

La moglie ha fatto sequestrare lo scooter dell'uomo (foto di repertorio)

RIMINI. Pur di riavere lo scooter “T-Max” che l’ex moglie gli ha fatto sequestrare dai carabinieri di Riccione l’uomo è pronto a “denunciare” il fatto che la loro separazione, risalente a sette anni fa, era solo una montatura per tenere alla larga i creditori e proteggere il patrimonio familiare dalle eventuali azioni esecutive alle quali lui era esposto per via dei debiti contratti. Il fatto è che lei adesso vuole lasciarlo davvero e non intende a rinunciare a niente di quello che è intestato a suo nome, dall’appartamento allo scooterone. È proprio l’uomo, un 56enne negoziante riccionese, che - nell’istanza davanti al Riesame reale per riavere indietro il “T-max”, presentata dall’avvocato Stefano Caroli - dà la spiegazione dell’iniziativa giudiziaria della moglie (lo ha accusato di appropriazione indebita): avrebbe deciso di troncare il rapporto dopo aver allacciato una relazione sentimentale (extraconiugale?) con il titolare di un altro negozio.

Le intestazioni

La prova dell’inesistenza della separazione sarebbe dimostrata, a suo avviso, dalla produzione di una scrittura privata sottoscritta nel 2010 da entrambi i coniugi mediante la quale l’uomo avrebbe intestato fiduciariamente tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare alla moglie. In realtà la coppia avrebbe continuato a convivere nella stessa casa fino a luglio e non da separati in casa, come invece sosterrebbe la donna. In questo contesto, in particolare, il marito sostiene che lo “scooterone”, al di là di quello che risulta dalle carte, è suo ed è sempre rimasto nel suo uso esclusivo.

«Li conoscono tutti»

«Tutta Riccione conosce la coppia e lo potrà confermare» si legge nel ricorso del legale.

Passi dunque per il resto del patrimonio, dall’attività di famiglia che porta il cognome del marito, alla casa dove lui avrebbe voluto rimanere anche da solo (ma lei ha fatto staccare le utenze), dai beni immobili al conto corrente, ma il motociclo, no. Toglietemi tutto, ma non il “T-max” è il disperato appello ai giudici del tribunale del Riesame (sezione penale) che si ritroveranno a esaminare la questione del sequestro, legato al sospetto di appropriazione indebita da parte dell’uomo, e tutto quello che il diretto interessato sostiene esserci dietro.

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