GASTRONOMIA

La super brigata degli chef sigla il patto del Diavolo

I cuochi più noti della Romagna uniti per far conoscere i luoghi "magici" della Valmarecchia

28/11/2017 - 11:19

La super brigata degli chef sigla il patto del Diavolo

POGGIO TORRIANA. Le stelle della cucina per far conoscere nel mondo i “luoghi magici” della Valmarecchia. In un percorso dei sensi che parta dal mare e vada alla scoperta di un territorio senza eguali, costruendo un ponte ideale Rimini-entroterra dall’impatto turistico suggestivo ed esplosivo.

La sfida di Fratti

Questa l’ultima sfida lanciata da Fausto Fratti, quasi trent’anni al timone di quell’Osteria del Povero Diavolo che dalla piccola Torriana ha conquistato la Guida Michelin e si è fatta conoscere e apprezzare in tutta Italia e anche oltralpe. Lanciando manifestazioni originalissime quali “Incipit”, “Spessore” e la “Collina dei Piaceri” diventate punto di riferimento nell’intero Belpaese.

Amore per la cucina e per il territorio, vissuti entrambi con grande eleganza e sguardo avanguardista, lo storico titolare marecchiese confessa di aver partorito il progetto «in lunghe passeggiate fra i nostri tesori con il sindaco-amico Andrea Gnassi».

La super brigata

E lo confessa nel suo regno, in quella casa d’ospitalità da oltre un anno senza più attività di ristorazione in cui ha chiamato a raccolta per un giorno le eccellenze culinarie della zona per costituire una super brigata che dia forma e sostanza a un’iniziativa che potrebbe diventare il vero asso di briscola sul tavolo del turismo internazionale.

Una giornata da ricordare

Appuntamento ovviamente come da tradizione a mezzogiorno di mercoledì scorso e, a parte un paio di chef costretti altrove da precedenti impegni, risponde presente una brigata che farebbe leccare i baffi anche a Barbieri, Bastianich, Borghese e Cannavacciuolo negli studi Sky. Arriva per primo Riccardo Agostini, partito proprio dai fornelli del Povero Diavolo prima di diventare titolare di quel “Piastrino” a Pennabilli appena premiato per il nono anno consecutivo con la Stella Michelin e da cui ha portato con sé il collaboratore Enrico Pagani. È proprio Agostini a dirigere le operazioni, affiancato da pezzi da novanta quali Silver Succi del Quarto Piano, Mariano Guardianelli di Abocar, Tiziano Rossetti dell’Osteria Angolo Divino di Urbino (lui la stella la prese già una quindicina di anni fa con il “Palazzo” di Sant’Ermete di Santarcangelo dopo esperienze all’Alma e al fianco di Gualtiero Marchesi), Remo Camurani del Ca’ Murani di Faenza, Omar Casali del Marè di Cesenatico, lo chef del Grand Hotel di Rimini Claudio Di Bernardo, Fabio Drudi (conclude proprio in questi giorni l’esperienza a Tenuta Saiano), Gregorio Grippo della Buca di Cesenatico, il giovane cuoco locale Giuseppe Gasperoni e infine Massimiliano Mussoni della Sangiovesa di Santarcangelo. Uno dei tanti ex per cui la giornata è una sorta di ritorno a casa. Ma, grazie all’innata ospitalità di Fausto e della moglie Stefania e all’amicizia fra veri e propri big che si sono messi l’uno a disposizione degli altri per realizzare ciascuno un piatto marchio di fabbrica da degustare nella grande tavolata da 19 posti davanti al camino acceso, a casa ci si sente un po’ tutti.

Ricette stellate e itinerari

È davanti al carciofo “in purezza” avvolto nella stagnola preparato da Riccardo Agostini sulla griglia esterna che Fausto Fratti battezza ufficialmente il progetto. «Siamo qui per una bellissima reunion gastronomica fra persone che sanno fare bene questo lavoro e visto che le cose belle e buone non hanno prezzo, non vi farò pagare il conto: anche perché avete portato e cucinato tutto voi…. Una brigata così non ce l’ha nessuno e si poteva anche fare cassetta, ma il nostro spirito è tutto un altro da sempre», esordisce con una battuta nel saluto di benvenuto, ricordando come tanti dei presenti siano partiti o passati per i fornelli del Povero Diavolo. Quindi ecco il carico: «Ho deciso di spendere questo periodo da uomo quasi pensionato in un bel modo e il modo migliore che conosco per stare bene è andare in spiaggia o in giro per la nostra Valmarecchia. Ma devo dire la verità, mi sto un po’ annoiando a stare fermo e voglio rimettermi in moto. Oggi c’è una città magica come Rimini che diventerà sempre più bella grazie a un sindaco come Andrea Gnassi, primo cittadino che ha capito l’importanza della vallata e spesso mi accompagna fra i luoghi magici del territorio. È in queste passeggiate che abbiamo partorito un’idea che voglio lanciare ufficialmente qui: doveva esserci anche lui a illustrarla, ma in questi giorni è stato in Cina e mi ha detto “andate avanti voi intanto”. Senza sapere cosa rischia…», sorride sotto i baffi Fratti.

Il progetto

«Vorremmo creare un’esperienza particolare, originalissima e svincolata da quello che già esiste, mettere insieme il Comune di Rimini e gli altri Comuni del territorio in un progetto cui dare le gambe tutti insieme. Questo lavoro mi piace troppo e in questo progetto mi piacerebbe essere il regista: dovremmo agganciarci a quanto accadrà molto presto a Rimini, in quella che è una sorta di città del futuro, e voi con la vostra arte ai fornelli siete lo strumento migliore per far conoscere i tesori della vallata alla gente che sceglie i vostri locali ma non solo. L’obiettivo è infatti mettere in movimento un qualcosa che colleghi la spiaggia e questo fantastico entroterra grazie alla cucina: pensate come sarebbe bello ad esempio portare dodici americani in un borgo pre malatestiano come Montebello a mangiare in casa di una signora che fa la sfoglia insieme a Silver, Omar Casali o Riccardo Agostini. O in un convento antico o in un castello - argomenta il promotore -. Siamo qui oggi per far sedimentare questa idea e creare un piccolo gruppo di lavoro che vada a vedere e conoscere le piccole grandi storie e i luoghi marecchiesi per dare poi corpo a un’iniziativa senza limiti: in certe stagioni dell’anno la cucina può essere infatti anche un prato, magari quello davanti al Duomo e alla Pieve di San Leo con una brigata con Mariano e Paolo... Magari chiamando un Crippa o un Alaimo perché si aggiungano alla nostra iniziativa. Noi non abbiamo le langhe o la costiera amalfitana, ma tante belle risorse umane e naturali da spendere. Il sindaco Gnassi è con noi e si può anche partire subito creando poi in un secondo momento una vera e propria associazione che vada a incontrare gli altri amministratori e le istituzioni. Il resto lo faranno tutto il bene e l’amicizia che ci sono fra noi». Fratti fissa già lo sguardo avanti annunciando che «la prima richiesta sarà organizzare con gruppi di chef gli eventi legati alle inaugurazioni del Teatro Galli (nel foyer) e di Castelsismondo (nel cortile interno)» e chiosa con un pensiero alla sua “creatura”: “Il Povero Diavolo resterà sempre un luogo magico della Valmarecchia: io lo chiamo la casa dei cuochi perché qui ci avete lavorato più o meno tutti oltre a tanti grandi chef di tutta Italia e spero riapra con questo spirito. E’ la piacevolezza di fare le cose la vera vittoria, i successi non si misurano alla cassa o sulle guide».

Ricetta vincente

Fra una grigliata e un’anatra al forno, è Riccardo Agostini a confermare subito la bontà della proposta. «La scorsa settimana abbiamo avuto ospiti del food blogger americani a Pennabilli e in Alta Valmarecchia e ci hanno spiegato che loro preferiscono molto più questa zona alla Toscana perché in qualche decina di chilometri si ha la possibilità di vivere il mare e un bellissimo entroterra» rivela.

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