Il gusto di rubare

Preso in strada dopo il furto: «Perché rubo? Mi piace farlo»

Il portiere di un albergo vicino dà l'allarme e interviene la polizia. Il responsabile patteggia un anno

di ANDREA ROSSINI

26/10/2017 - 12:18

Preso in strada dopo il furto: «Perché rubo? Mi piace farlo»

La vetrina mandata in frantumi

RIMINI. Il portiere di un albergo vicino, sentendo il rumore dei colpi inferti contro una vetrina attorno alle due di notte, ha avvertito la polizia ed è sceso in strada per sorprendere il ladro in azione.

In manette, grazie all’immediato intervento di una pattuglia delle Volanti impegnata in un servizio di controllo, è finito un cittadino del Niger di 29 anni. Il giovane straniero, bloccato dagli agenti della questura, è stato così arrestato con l’accusa di furto aggravato in flagranza.

Viva la sincerità

Sulle prime ha cercato di negare l’evidenza: era fermo immobile, davanti al negozio, come in attesa di qualcuno (non ha opposto resistenza). Poi però, ieri mattina davanti al giudice Silvia Corinaldesi nell’udienza di convalida ha ammesso l’addebito e ne ha anche dato una spiegazione: «Mi piace rubare». Difeso dall’avvocato Marianna Mordini, l’imputato ha poi patteggiato la pena di un anno di reclusione, senza il beneficio della sospensione condizionale. È, infatti, senza fissa dimora in Italia e ha già avuto in passato problemi con la giustizia.

Grazie alla segnalazione del portiere il ladro non è riuscito a portare a termine l’impresa che aveva in mente. Dopo aver raccolto un paletto della segnaletica, il giovane africano, aveva sferrato con tutta la sua forza quattro o cinque colpi contro la vetrina di un noto negozio di abbigliamento di viale Vespucci. Nel tentativo di aver ragione del vetro antisfondamento aveva anche fatto ricorso a una grossa pietra.

La “spaccata” era ormai cosa fatta se non fosse intervenuto il dipendente dell’hotel che, insospettito dal rumore, si è precipitato in strada con il telefonino in mano. È stato lui stesso a sbracciare in direzione dell’auto della polizia quando ha visto il lampeggiante.

Gli agenti, impegnati proprio a pattugliare la zona per sventare furti e sgominare eventuali spacciatori, hanno così potuto bloccare lo straniero che indossava una felpa con in cappuccio.

Una volta in questura gli agenti hanno avuto la conferma che lui è una vecchia conoscenza della questura, già denunciato più volte in passato per danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale ed evasione dagli arresti domiciliari.

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c