PAURA A BELLARIVA

24/10/2017 - 10:34

di ANDREA ROSSINI

Aggredito fuori da una palestra: gli gettano l'acido addosso

Prima di agire lo chiamano per nome: il 60enne addetto alle pulizie finisce all'ospedale

Aggredito fuori da una palestra:  gli gettano l'acido addosso

RIMINI. «Due sconosciuti mi hanno gettato addosso dell’acido». Un uomo di sessanta anni, originario di Napoli e residente a Rimini da un decennio con la famiglia, è stato aggredito domenica sera poco prima delle 20.30 davanti alla palestra Fysiodinamik di Bellariva, in viale Rimembranze 29. L’uomo, addetto alle pulizie per una società della zona, stava terminando il suo turno di lavoro dedicandosi a un piccolo piazzale nelle pertinenze della struttura, quando ha visto due persone avanzare nella sua direzione. Secondo la testimonianza del campano, è stato affrontato dai due, descritti come giovani uomini a volto scoperto, che lo hanno chiamato per nome, come per sincerarsi che fosse davvero lui, e poi lo hanno strattonato per impedire che si allontanasse troppo per poi gettargli il contenuto di una bottiglietta di plastica. L’agitazione del momento, la fretta dovuta all’esigenza dei “sicari”, evidentemente maldestri, di non farsi notare e la pronta reazione dell’uomo che si è coperto il volto con le braccia e si è girato di scatto hanno impedito che le conseguenza del gesto fossero gravi. Gran parte del liquido è finito infatti sul dorso dell’uomo e sui suoi vestiti piuttosto che sulla pelle. In ogni caso, oltre allo spavento, ha avvertito un forte bruciore e mentre i suoi aggressori si allontanavano di corsa ha cominciato a gridare. La gente è accorsa in suo aiuto: trasportato d’urgenza all’ospedale Infermi di Rimini è stato ricoverato. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Dopo aver trascorso la notte in osservazione, infatti è stato sottoposto a una visita specialistica e dimesso con una prognosi provvisoria di sei giorni. Il sessantenne sia ai medici sia ai poliziotti della Squadra mobile che indagano sull’episodio ha spiegato di avere avvertito un forte bruciore e compreso che lo scopo degli aggressori era quello di sfregiarlo. Sul posto non è stata trovata la bottiglietta e riguardo alle lesioni riscontrate non c’erano segni evidenti al di là di un arrossamento (lui sosterrebbe di avvertire qualcosa di strano anche alle mani e al volto, ma potrebbe trattarsi di un effetto psicologico). Non si esclude la possibilità che se davvero è stato raggiunto da una qualche sostanza caustica, questa possa avere i suoi peggiori effetti anche a distanza di ore e addirittura di qualche giorno. Il paziente è stato, nel frattempo, dimesso anche se la sua situazione resterà monitorata.

Il campano sostiene di non avere nemici e di non sapersi spiegare le ragioni di un gesto potenzialmente molto lesivo nei suoi confronti. A Rimini si guadagna da vivere onestamente ed è considerato da chi lo conosce e frequenta una persona tranquilla e rispettabile. La polizia sta però scavando nel suo passato, quando ancora viveva in Campania: in passato sarebbe rimasto coinvolto in un’inchiesta giudiziaria nell’ambito di una vicenda nella quale aleggiava anche l’ingerenza della criminalità organizzata della zona. Si scava per saperne di più, ma non è solo nei vecchi legami in Campania che gli investigatori cercano il movente della misteriosa aggressione.

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