TRAGEDIA IN THAILANDIA

12/02/2017 - 13:49

Si schianta e muore a Bangkok

Il 27enne Filippo Capelli coinvolto in un incidente. I genitori oggi partiranno per recuperare la salma

Si schianta e muore a Bangkok

RIMINI

Lavorava come barman da un anno e mezzo, in un locale di Bangkok. L’altra notte, appena finito il suo turno, attorno alle 3, è salito a bordo del suo scooter per raggiungere la sua casa che dista appena un paio di chilometri. E’ stato in quel tratto di strada della capitale della Thailandia che Filippo Capelli, conosciuto da tutti come “Sciallo”, ha perso la vita: il 27enne, stando alle attuali ricostruzioni su cui però si deve fare ancora chiarezza, avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finito contro la pensilina di un autobus. Un impatto violento, tanto che il giovane originario di Rimini è deceduto sul colpo e a nulla sono serviti i soccorsi che sono stati prestati sul posto. Da una prima versione dei fatti, che poi è stata smentita, sembrava che nell’incidente fosse rimasto coinvolto anche un mezzo pesante.

La telefonata dalla Thailandia

La notizia della morte è rimbalzata dall’altra parte del mondo la mattina seguente, quando i genitori del ragazzo sono stati informati delle tragedia tramite telefono: a chiamare i due pensionati è stata l’ambasciata italiana a Bangkok che ha detto loro quanto era accaduto. Subito sono stati informati anche il fratello, la sorella e i tanti amici che Filippo aveva lasciato qui a Rimini, nonostante fosse partito ormai da cinque anni in giro per il mondo.

Il dolore degli amici

Sono proprio alcuni dei suoi amici più stretti a ricordarlo, spiegando che «“Sciallo” non meritava questa fine, era un pezzo di pane, nessuno in tanti anni aveva mai litigato con lui perché era impossibile litigare con una persona così buona». E tutti ne parlano come «una persona di cuore e sempre sorridente». Ecco perché il dolore e lo sgomento è stato tanto anche sulle pagine dei social, dove in brevissimo tempo la ferale notizia ha fatto il giro.

In giro per il mondo

Filippo, cresciuto a Viserba, era partito nel 2012 verso l’Australia. «Era andato per cercare la sua dimensione», racconta un amico, «aveva poco più di 20 anni, aveva sempre lavorato come barista e voleva provare delle esperienze lontano da Rimini». Il destino lo aveva portato quindi a Perth e da lì si era spostato nei Paesi dell’Asia, in Vietnam, nel Laos, fino a fermarsi per diversi mesi in Giappone dove aveva insegnato inglese a dei giovani studenti. Poi da un anno e mezzo era arrivato a Bangkok, dove aveva iniziato a lavorare in un noto cocktail bar. E quella megalopoli da quasi otto milioni di abitanti è stata l’ultima tappa del suo girovagare alla scoperta del mondo. I genitori, contattati dall’ambasciata, partiranno oggi per la Thailandia, per recuperare la salma del loro figlio.

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