SECESSIONE

Gabicce in Romagna, nasce il comitato

Si costituisce il gruppo che vuol chiedere il referendum di uscita dalle Marche. E c'è chi vuole unirsi a Cattolica

di THOMAS DELBIANCO

26/10/2016 - 11:53

GABICCE. “Gabicce in Romagna”, un comitato di cittadini chiederà il referendum per spostare i confini. «Uniamoci a Cattolica, con il nord delle Marche non abbiamo più niente da spartire». Un assist decisivo, dicono da Gabicce, è stato l’incontro di una settimana fa al quale ha partecipato il sindaco di Cattolica Mariano Gennari. Ha riferito di un summit con le amministrazioni di Gabicce e Gradara e della voglia di creare nuovi assi di condivisione amministrativa. Ma nel mezzo c’è anche la situazione in divenire dell’unione in provincia di Pesaro-Urbino, che ben presto dovrebbe passare da 4 a 8 comuni. Qualche sera fa una seconda riunione, al termine della quale si è deciso di costituire un comitato per chiedere il referendum di uscita dalle Marche e il passaggio in Romagna. «Hanno partecipato circa 70 persone - riferisce Sabrina Banzato, consigliera Cinque Stelle dell’opposizione gabiccese, presente alla riunione – c’erano referenti delle associazioni di categoria, e cittadini che sono stanchi di questa situazione di incertezza e del rischio di venire ingabbiati una volta per tutte sotto Pesaro, con questa Unione a 8 della quale nessuno sa ancora nulla. Ma questo sentimento è stato allargato anche ai dibattiti sui social negli ultimi giorni e alle tante mail ricevute da parte di chi vuole andare in Romagna».

Perché Cattolica? «Ci sono proposte per un sistema turistico associato, che comprenda anche Gradara. Si potrebbe partire da alcuni servizi in convenzione, per arrivare un giorno alla fusione, ma restando in due regioni separate la legge non lo permette. Oltretutto Cattolica e Gabicce sono unite territorialmente, tanto che chiunque va a fare una passeggiata in una delle due località, poi attraversa il ponte e si sposta a piedi nell’altra. Ma creare un legame solido tra queste due realtà sarebbe un sogno di riunificazione anche per tante storie familiari. Noi ci proviamo, le Marche ormai ci stanno strette».

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