ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE

18/02/2014 - 20:57

di ANDREA ROSSINI

Doping, medico rischia il processo

Chiesto rinvio a giudizio per il dottore riminese già finito nel mirino di "Striscia"

RIMINI. Associazione per delinquere finalizzata a favorire la prescrizione, l’approvvigionamento e l’assunzione pericolosa di farmaci dopanti da parte di atleti, professionisti e no, in assenza di esigenze terapeutiche, al solo fine di alterare le prestazioni agonistiche. E’ l’accusa per la quale il pm riminese Marino Cerioni ha chiesto il rinvio a giudizio del 64enne medico riminese Vittorio Emanuele Bianchi e altre quattro persone maggiormente coinvolte nell’inchiesta dei carabinieri dei Nas. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 21 maggio davanti al giudice Fiorella Casadei. La posizione di alcuni dei 58 soggetti inizialmente indagati, 22 dei quali residenti in provincia di Rimini, è stata stralciata. Gli altri, invece, rischiano a loro volta il processo, ma solo per essersi sottoposti a pratiche dopanti in vista di manifestazioni sportive (tra loro l’ex calciatore del Rimini Emiliano Milone). Secondo l’indagine tutto ruotava ancora una volta attorno al medico riminese reso noto in passato dai servizi di «Striscia la notizia» e già condannato in primo grado a un anno e otto mesi per fatti analoghi (l’appello non è ancora stato fissato e scatterà la prescrizione). Bianchi, difeso dagli avvocati Pier Paolo Piccinini e Antonio Zavoli, nell’ambito dell’inchiesta in questione era finito per un periodo, nel giugno 2011, ai domiciliari.

Il medico, che nel frattempo è tornato a esercitare la professione, secondo l’accusa prescriveva farmaci proibiti con la complicità di un dirigente farmaceutico di due informatori scientifici e la collaborazione “esterna” di un 52enne infermiere professionale dell’Ausl di Rimini. Avrebbe sottoposto gli sportivi anche a pratiche per migliorare artificialmente l'ossigenazione sanguigna. Tra gli imputati figurano sportivi di varie discipline, ciclisti della domenica, titolari e frequentatori di palestre, ma anche atleti professionisti e genitori che nel sogno di vedere i figli primeggiare non esitavano a richiedere scorciatoie farmaceutiche.

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