LO SCONTRO CON FORZA NUOVA

30/03/2016 - 14:03

"Casa Madiba" si difende: «Le catene non erano nostre»

Gli attivisti del centro sociale preparano un "open day" per sabato prossimo

"Casa Madiba" si difende: «Le catene non erano nostre»

RIMINI. Da Forza Nuova a Matteo Salvini. Chi semina odio e violenza non deve avere spazio in città. Dopo gli scontri di sabato, “Casa Madiba” prepara una manifestazione per dare il benvenuto al leader del Carroccio. Nel frattempo diffonde la sua verità in attesa che si concludano le indagini delle forze dell’ordine. Ieri gli esponenti del centro sociale hanno ribadito che catene e spranghe appartenevano a Forza Nuova.

La questione è ormai tristemente nota. Sabato gli esponenti di Forza Nuova sono in via Dario Campana per la raccolta di cibo denominata “Prima gli italiani”. A poche centinaia di metri vive e opera “Casa Madiba”: solidarietà, integrazione, accoglienza (...). Gli opposti schieramenti vengono a contatto, “Casa Madiba” è numericamente superiore e quelli di Forza Nuova finiscono all’ospedale.

Ieri pomeriggio gli attivisti di Casa Madiba hanno ribadito la loro versione, rigorosamente opposta a quella di Forza Nuova. «Non avevamo né catene né spranghe - ripete Manila Ricci più volte -. Ma tre secchi d’acqua, due scope, un mocio e due bandiere».

La linea di Casa Madiba è netta. «Fuori i fascisti dalla città. Ricordiamoci chi sono, hanno tentato un assalto al Paz, sono stati condannati per tentato incendio e tentato sequestro di persona».

La versione di Casa Manila. «Non avevamo catene con noi, le ha tirate fuori chi era al banchetto (di Forza Nuova) e ha colpito un anziano, invalido, due colpi alle spalle e alle gambe, i referti medici li abbiamo anche noi. Siamo stati aggrediti e siamo stati difesi. Come mai c’era una organizzazione neofascista a 800 metri da un centro sociale? Come mai non c’era un presidio delle forze dell’ordine? Siamo qua da tre anni e non siamo percepiti come un qualcosa di estraneo nel quartiere, possibile che siamo tutti impazziti e partiamo da qua con spranghe e catene? Non accettiamo ci sia una realtà che viene a propagandare odio. Noi eravamo a mani nude. Le spranghe appartengono alla cultura fascista. Siamo stati noi a dire alle forze dell’ordine che le catene erano dentro al cassonetto. Quella di Forza Nuova è stata una provocazione. Questi sono soggetti che fanno solidarietà con le catene. Ne abbiamo visto uno aprire il giubbotto, tirare fuori la catena e colpire il signore invalido».

Stabilito ciò, resta da spiegare cosa farà Casa Madiba sabato in occasione della manifestazione di Forza Nuova (altro articolo a pagina 5). «Un open day - spiega Manila Ricci - qua a Casa Madiba. Una giornata di festa».

Poi c’è da prepararsi per la visita di Matteo Salvini, il 9 aprile a Rimini, per sostenere la candidatura a sindaco di Marzio Pecci. Al leader della Lega Nord viene dedicato un evento e i particolari saranno definiti questa sera nel corso di una assemblea ad hoc. «In ogni caso si conta di mettere in campo una manifestazione pubblica».

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