FAENZA

12/01/2019 - 15:57

Faenza, italiana girava su una 500 con targa ungherese intestata allo zio, scatta il sequestro

Il parente risiede nel Paese dell’est, la ragazza invece in città

Faenza, italiana girava su una 500 con targa ungherese intestata allo zio, scatta il sequestro

FAENZA. Con il procedere dei controlli, si evidenzia sempre più il fenomeno delle targhe estere circolanti in Italia per auto in uso di fatto a cittadini italiani, ma di fatto intestate a prestanome residenti all’estero. Un escamotage che consente di evadere le tasse sulla proprietà dei veicoli e di non dover pagare le assicurazioni in Italia, oltre ed avere una sorta d’indennità dalle violazioni del codice della strada non contestate nell’immediatezza, tipo divieti di sosta e autovelox fissi, le cui somme risultano impossibili da riscuotere in caso di mancato pagamento.

Una pratica che però ha in molti casi reso difficili anche indagini a seguito di reati, rendendo complicata l’individuazione di persone responsabili di atti criminosi da parte delle forze dell’ordine.

Su questo fronte, continuano i sequestri delle auto con targa straniera, come previsto dal nuovo decreto sicurezza, condotte da residenti in Italia da oltre 60 giorni, da parte della polizia locale manfreda.

L’ultima vettura finita nella rete dei vigili è una Fiat 500 nuova di zecca con targa ungherese. L’auto era guidata da una ragazza in questo caso italianissima, nata a Forlì nel 1990 e residente a Faenza, mentre il veicolo era intestato a un suo parente italiano ma residente in Ungheria. Circostanza che dimostra come l’escamotage della targa straniera sia ormai usato spesso e volentieri anche da cittadini italiani.

Arrestati ricettatore e pusher

La polizia locale manfreda nel 2018 ha individuato e denunciato a piede libero 10 persone, a seguito di indagini, quali responsabili di furti. Inoltre ha chiuso l’anno anche con due arresti: un ricettatore – che a seguito della denuncia subita per essere stato trovato in possesso di merce rubata, ha minacciato gli operatori – e uno spacciatore di droga. In quest’ultimo caso, l’intervento era stato portato a termine con la collaborazione del Commissariato di Polizia di Faenza.

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