FAENZA

28/12/2018 - 08:03

Faenza, alunna non udente: i compagni imparano la lingua dei segni

Arriva il plauso del ministro Bussetti: «Abbattere il muro che impedisce l’integrazione»

Faenza, alunna non udente: i compagni imparano la lingua dei segni

FAENZA. Gli alunni della classe 3A-AFM dell’Istituto Tecnico Oriani hanno imparato la lingua dei segni come comunicazione, quando hanno colto, sin dai primi giorni di scuola, la necessità di comunicare con una loro compagna di classe sorda. Per alcuni di loro già una vecchia amicizia, iniziata nel biennio, ma per molti altri una nuova compagna del triennio: per tutti un’amica con cui stringere relazioni e amicizia, comunicare, dialogare e condivisione la vita scolastica. È stato così attivato un progetto dedicato alla Lingua italiana dei segni (Lis). Si sono tenuti diversi incontri con un’esperta, per rendere inclusiva la vita della compagna di classe, comunicando con lei attraverso il canale visivo-gestuale.

«Colpisce, in questi giorni di festività, come il senso del Natale nella classe 3A-AFM dell’Oriani di via Manzoni non si sia ridotto ai giorni di festa – commentano dalla scuola – ma si sia intonato sulle esperienze più belle di sensibilità verso gli altri, a partire dalla ricchezza del quotidiano, riscoperto e avvalorato lungo tutto l’anno scolastico, quale occasione per fare degli ostacoli un trampolino di lancio».

«Il mio personale plauso e ringraziamento agli studenti della classe 3A-AFM dell’Istituto tecnico Oriani di Faenza che hanno tutti voluto imparare la lingua dei segni per poter comunicare e fare amicizia con la loro nuova compagna di classe non udente» è arrivato ieri da Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

«Abbattere il muro che impedisce l’integrazione dei ragazzi con deficit uditivo nelle nostre scuole è un impegno serio che io e il ministro Lorenzo Fontana abbiamo voluto prendere con la firma del protocollo che prevede la formazione di docenti di sostegno qualificati esperti nella lingua dei segni – aggiunge Bussetti –. La scuola non è solo un luogo dove si imparano nozioni ma è il primo contatto tra i nostri ragazzi e la vita in comunità. È la loro seconda casa, dove imparano a socializzare con i loro compagni e dove nascono amicizie tanto profonde da accompagnarli per tutta la vita. Quello degli studenti dell’istituto Oriani è davvero uno splendido esempio di amicizia e integrazione»,

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