FAENZA

05/12/2018 - 07:15

Faenza, produceva "viagra" fai da te in casa, 50enne patteggia

Un anno e dieci mesi di reclusione con pena sospesa

«Viagra, vent’anni e non sentirli»

FAENZA. Chiuso dentro casa produceva pillole per l’impotenza e doping “fai da te”. L’uomo, un 50enne faentino arrestato a metà luglio dell’anno scorso, ieri mattina ha deciso di patteggiare una condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione - pena sospesa - per detenzione di sostanze dopanti, di farmaci e di stupefacenti.

Il nome del faentino era finito nel registro degli indagati quando a luglio era stato arrestato dai carabinieri del Nas di Treviso e dai militari di Faenza nel corso di una maxi indagine nazionale sul commercio di farmaci proibiti. Lui, operaio con la passione per la chimica, anche se chiaramente non aveva mai preso alcun titolo, dentro la sua casa di Faenza produceva praticamente di tutto. Quando gli uomini dell’Arma gli sono entrati in casa gli hanno trovato farmaci, principi attivi di sostanze stimolanti e dopanti e addirittura del Nandrolone, ma anche eccipienti per produrre capsule e tutta una serie di attrezzature per realizzare prodotti fatti in casa. A questo si aggiungono poi un centinaio di pillole contro la disfunzione erettile (una sorta di Viagra), e dei farmaci contenenti fendimetrazina - prodotto assimilato alla droga per via della sua capacità di attenuare le sensazioni di fame e fatica.

L’arresto

Ad aprire le porte ai carabinieri, quel giorno di luglio, erano stati i parenti del 50enne, chiaramente ignari di quanto stava succedendo. Dopo essersi fatti dire dove si trovava l’uomo in quel momento lo sono andati a prendere e il faentino, spontaneamente, ha mostrato la merce. A quel punto sono scattate le manette e le pesanti accuse di detenzione di sostanze dopanti e stupefacenti, commercio e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute ed esercizio abusivo della professione medica.

Ieri mattina davanti al giudice Janos Barlotti e al pubblico ministero Stefano Stargiotti si è conclusa la vicenda per l’operaio faentino, difeso dagli avvocato Massimiliano Nicolai e Giovanni Gentilini, con il patteggiamento della condanna a un anno e dieci mesi.

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