RAVENNA

15/11/2018 - 11:35

Dipingeva in centro a Ravenna sotto il portico, pittore diffidato

Un agente della Municipale lo ha costretto ad andarsene perché occupava suolo pubblico senza autorizzazione

Dipingeva in centro a Ravenna sotto il portico, pittore diffidato

RAVENNA. Con una tela appoggiata su un cavalletto da pittore stava dipingendo la visuale del portico, quando è stato avvicinato da un agente della Polizia municipale, che lo ha costretto ad andarsene e lo ha diffidato ad occupare nuovamente il suolo pubblico senza una regolare autorizzazione.

Torna così a far discutere, con questo episodio avvenuto pochi giorni fa in pieno centro, il rapporto tra la città e gli artisti di strada. Come dimenticare infatti il flautista tedesco multato nel 2014 o, sempre nello stesso anno, l’altra multa elevata contro i 19 studenti di una scuola musicale sempre tedesca che si erano esibiti sotto il Municipio?

Questa volta a farne le spese è stato il pittore di Russi Paolo Baldassari, e a raccontare cosa gli è accaduto è stato il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. «Per fortuna – spiega – si è risparmiato una multa da 75 a 500 euro, perché una norma introdotta dopo il caso del flautista tedesco fa sì che la prima infrazione sia perseguita solo con una diffida a non riprovarci».

Invitato quindi a mettersi in regola recandosi presso il servizio attività produttive, gli è stata fatta sottoscrivere una Segnalazione certificata di inizio attività per un’attività di spettacolo su strada come “pittore”.

«Ognuno può capire l’assurdità della scena – commenta sempre Ancisi –. Ma quei cinque rappresentanti dell’amministrazione comunale (presenti all’atto della diffida secondo la versione riportata dal rappresentante dell’opposizione in consiglio comunale) che hanno insistito a dire, respingendo anche le reazioni dei testimoni, che il regolamento dice così e che bisogna rispettarlo, hanno in realtà compiuto loro, non già il pittore, un sopruso».

Baldassari infatti non chiedeva alcuna elemosina, ma semplicemente si stava limitando a dipingere uno scorcio di Ravenna. E per questo secondo Ancisi «non aveva alcun obbligo di presentare una Scia. Per di più non doveva pagare nemmeno la tassa di suolo pubblico, perché questa si applica solo se dall’occupazione deriva un vantaggio economico».

Il comandante della Municipale, Andrea Giacomini, ammette che si sia trattato di un errore. «Le priorità in centro devono essere altre». A.CIC.

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