CERVIA

15/11/2018 - 07:44

Furto d’auto “simulato”, ex politico di Cervia condannato per truffa all’assicurazione

Un anno per il 62enne già consigliere comunale e poi consigliere provinciale per Forza Italia

Furto d’auto “simulato”, ex politico di Cervia condannato per truffa all’assicurazione

RAVENNA. Un’auto svanita nel nulla e un risarcimento di 35mila euro. Per l’accusa, però, dietro a quel furto non c’era la mano di alcun ladro, bensì, quella di chi in quel periodo stava utilizzando il mezzo con un regolare contratto di leasing. Per l’esattezza un ex esponente politico di Forza Italia, che è finito a processo con l’accusa di truffa nei confronti dell’assicurazione. A pensarla così anche il giudice Federica Lipovscek, che ieri ha condannato Massimo Mazzolani, 62 anni e cervese di origine, a un anno (con pena sospesa) per aver simulato il furto del suv di marca Mercedes che stava ancora pagando.

L’auto scomparsa

I fatti risalgono al 22 febbraio 2011, così come aveva riferito in aula l’imputato stesso. L’auto - aveva spiegato - gli era stata sottratta sotto il naso dopo essersi recato in azienda per incontrare un cliente. Aveva prelevato alcuni documenti dalla vettura per poi tornare in ufficio. In quel frangente un collega lo aveva incrociato per avvisarlo che i fari della vettura erano rimasti accesi. E solo a quel punto si era accorto che qualcuno la stava rubando. Probabilmente - si è giustificato nel corso delle udienze passate -, aveva dimenticato le chiavi all’interno dell’abitacolo.

A procedere con la denuncia era poi stata la Milano Assicurazione Spa, che aveva liquidato l’indennizzo di 35mila euro alla finanziaria proprietaria del mezzo. La stessa compagnia si è poi costituita parte civile tramite l’avvocato Laura Caldarelli.

I sospetti

Nel corso del processo aveva parlato in aula anche i funzionario antifrode della società assicurativa. Erano stati i tecnici Mercedes ad analizzare i telecomandi, riscontrando che uno dei due non era originale. Era anche emerso che il politico aveva richiesto una copia di riserva dopo il furto dell’auto (che comunque aveva continuato a pagare regolarmente) sperando in un ritrovamento successivo. Una versione che la difesa dell’imputato, tutelato dall’avvocato Massimiliano Nicolai, continua a ribadire e che si impegnerà a sostenere in fase di appello. FED.S.

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