FAENZA

01/11/2018 - 14:34

"Ho investito un capriolo". Ma l'incidente era simulato, nei guai 52enne di Faenza

L’uomo affermava che a provocare il danno era stato l’animale sbucato repentinamente dai campi

"Ho investito un capriolo". Ma l'incidente era simulato, nei guai 52enne di Faenza

FAENZA. «Un capriolo mi ha attraversato la strada: sono vicino al cimitero di Celle, la macchina è ammaccata». In questi termini un automobilista faentino di 52 anni si è rivolto alla polizia locale che è intervenuta per i rilievi del caso. Peccato però che l’incidente stradale fosse falso, o avvenuto in altro luogo con modalità differenti da quelle denunciate.

Denunciato

Che qualcosa non andava nel racconto dell’uomo gli agenti si sono accorti subito, e i successivi accertamenti d’ufficio hanno confermato una simulazione di sinistro, e fatto scattare una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, oltre all’intralcio causato di aver distolto una pattuglia dal normale servizio di vigilanza serale.

Fingere un danno da incidente comporta infatti conseguenze, sia sotto l’aspetto civile che penale.

La ricostruzione

Dopo essersi posizionato con l’auto già urtata nei pressi di un cartello stradale di pericolo per attraversamento animali, l’uomo asseriva che a provocare il danno era stato un capriolo sbucato repentinamente dai campi. Gli agenti però si sono insospettiti: nonostante la violenza dell’impatto non c‘erano frammenti sul posto, la posizione dell’ammaccatura non coincideva con la direzione dell’attraversamento declinato. Altro indizio fonte di dubbio era la mancanza di tracce dell’animale sulla carrozzeria o sull’asfalto (peli o sangue) di solito presenti in questi casi. Abituati ad effettuare rilievi su incidenti ben più gravi e complessi, questi elementi basilari non sono sfuggiti all’occhio attento degli agenti. L’automobilista immaginava forse che per farla franca sarebbe bastato raccontare l’episodio a grandi linee, escludendo che oggi la tecnologia può smascherare molti inganni.

Telecamere

Fondamentale a scoprire il reato è stato l’aiuto delle telecamere di videosorveglianza, ma non sul luogo dell’incidente, bensì quelle davanti al comando dei vigili, dove lo stesso veicolo era transitato, già danneggiato, nei giorni precedenti. Era la prova della simulazione, evidentemente studiata per richiedere i danni all’assicurazione.

Infatti dopo l’accaduto l’uomo si interessava di avere il rapporto della Pm per essere risarcito. Quando è stato convocato credeva di ritirare il verbale, invece gli è stata notificata la denuncia. F.D.

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