RAVENNA

01/11/2018 - 09:03

Cento milioni di buco finanziario: la Cmc di Ravenna corre ai ripari con Mediobanca

La cooperativa si rivolge all’istituto di credito e a due consulenti di grido per ripianare mancati introiti

Cento milioni di buco finanziario: la Cmc di Ravenna corre ai ripari con Mediobanca

RAVENNA. Oltre cento milioni di mancati incassi. Anche un colosso come Cmc – che solo nei primi sei mesi dell’anno ha acquisito nuove commesse per 1,34 miliardi di euro – può entrare in sofferenza finanziaria di fronte a un simile ammontare di pagamenti non riscossi. Il gruppo cooperativo di costruzioni di marca ravennate è dovuto correre ai ripari.

Del resto, dopo i primi segnali di diffidenza sul mercato finanziario (in particolare sull’andamento dei bond quotati nella borsa Lussemburghese), già nei giorni scorsi si rincorrevano le voci di un lavorìo da parte dei vertici dell’azienda di via Trieste per restituire solidità alla Cmc, con un “soccorso” che coinvolgerebbe anche Legacoop e le altre realtà del mondo delle costruzioni vicine all’associazione di categoria del ramo cooperativo.

Mediobanca e consulenti big

Poi ieri l’annuncio: «Cmc, con il coordinamento del dottor Domenico Trombone – si legge in una nota diramata da via Trieste – ha avviato rapporti con Mediobanca, quale advisor finanziario e con lo studio del professor Andrea Zoppini, per la parte legale». Il coinvolgimento di uno dei maggiori gruppi bancari e di due consulenti di autorevolezza nazionale (Zoppini, già sottosegretario del governo Monti, assiste anche Tim nella battaglia legale con Elliott, mentre Trombone è presidente del Consorzio Cooperative Costruzioni ed è past-president di Carimonte holding, ndr) ha il chiaro obiettivo di «intraprendere tutti gli approfondimenti necessari a gestire la contingente situazione di tensione finanziaria – dichiarano senza possibilità di infingimento dai vertici di Cmc –. Condizione peraltro caratteristica di tutto il comparto di mercato in cui la cooperativa opera».

I motivi del buco

L’esposizione finanziaria di Cmc è originata da tre “buchi”. Il mancato pagamento per due infrastrutture realizzate in Sicilia (superstrada Agrigento - Caltanissetta, dove si è proceduto all’allargamento a quattro corsie) in cui l’azienda di Ravenna si trova in credito nei confronti di Anas, poi 60 milioni da incassare per opere idriche in Kenya e un’altra decina per un manufatto dello stesso genere in Nepal.

E proprio questi sono i cantieri di maggiore evidenza fra quelli in corso di realizzazione e appena ultimati nell’ultimo periodo, tra i quali va ricordato anche l’ammodernamento della nuova Aurelia nel Savonese, la costruzione di un tunnel idraulico a Manila e due gallerie stradali nella tangenziale di Stoccolma.

La candidatura su Genova

In generale il portafoglio di Cmc è salito dai 3,425 miliardi del 2016 ai 3,728 del 2017 fino a raggiungere i 4,66 nel 2018 e proprio in queste settimane il Gruppo cooperativo diretto da Paolo Porcelli ha presentato al neo-commissario per Genova, il sindaco della città della Lanterna Marco Bucci, una manifestazione di interesse per la ricostruzione del Ponte Morandi. an.ta.

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