RAVENNA

23/10/2018 - 11:30

di MATTEO VENIERI

La denuncia a Ravenna: «Cacciatori troppo vicini, temo per le mie figlie»

L’appello di un padre: «Sento i colpi vicini ogni mattina». Il problema sentito da molti residenti

La denuncia a Ravenna: «Cacciatori troppo vicini, temo per le mie figlie»

RAVENNA. «Per portare le figlie a scuola a Ravenna devo fare una strada che attraversa i campi dove ci sono persone che si muovono liberamente per cacciare. Non vi nascondo che ho sempre paura che prima o poi succeda qualcosa a me o peggio alle mie figlie».

E’ un padre di Filetto a lanciare un grido d’allarme su un problema sentito da molti, quello dei cacciatori a stretto contatto con gli abitanti delle campagne ravennati.

Stando alla sua testimonianza - che ha voluto rendere pubblica anche su un post lasciato sulla pagina Facebook “Sei di Ravenna se… 2.0” - non pochi cittadini ogni mattina temono i pallini vaganti dei cacciatori. Nulla di illegale, stando alle normative vigenti, ma sicuramente un disagio che crea comprensibile inquietudine.

La testimonianza

L’uomo ha raccontato di aver visto vari cartelli di divieto di caccia nella zona e, pur ammettendo di non conoscere con esattezza se la provenienza degli spari sia da zone in cui è permesso cacciare o meno, si è detto preoccupato della situazione. «Con tutte le notizie che si sentono - racconta al Corriere –, non mi sento tranquillo. La mattina presto li vedo tutti bardati e col loro fucile; sono persone con cui a volte è impossibile ragionare, anzi è già tanto se non impallinano me se ci vado a discutere». La sua preoccupazione risente molto probabilmente anche di alcuni episodi sull’argomento caccia che nelle ultime settimane sono apparsi sui giornali. A metà settembre, a Rimini un ciclista è stato colpito vicino all’occhio da un pallino vagante, mentre nel cesenate un bambino di 8 anni è stato colpito alla schiena nel cortile di casa. In questi due casi, oltre al grande spavento, per fortuna non ci sono stati danni permanenti. Non altrettanto fortunato è stato invece il ragazzo di 20 anni ucciso domenica a Rieti durante una caccia al cinghiale.

Le restrizioni

La legge impone restrizioni chiare e severe a chi sceglie di andare a caccia, specificando modalità, orari e specie da cacciare, pena severe sanzioni. Per quanto riguarda la distanza di tiro, le Misure di salvaguardia dell’ambiente agricolo-forestale per il 2018-2019 stabiliscono che la caccia è vietata per una distanza di 100 metri da abitazioni e fabbricati. Per quanto riguarda strade e ferrovie, resta il divieto di fare fuoco a 50 metri da queste e a 150 metri nella loro direzione. Sulla questione è intervenuto anche Eugenio Fusignani, vice sindaco di Ravenna con delega alla sicurezza, che ha illustrato in maniera esaustiva dinamiche e pericoli insiti nella caccia. «La gittata di un tiro parallelo al terreno con un fucile da caccia caricato a pallini è di 40 metri. A una distanza superiore, i pallini sono da considerarsi pressoché innocui tanto per gli animali quanto per gli esseri umani. Per quanto riguarda gli spari in aria, la parabola dei pallini in caduta può arrivare a 150-200 metri o anche oltre. Tuttavia, questi non sono letali in caduta, ma chiaramente possono lasciare danni alla pelle scoperta. La caccia si è sempre fatta ed è possibile grazie al senso di responsabilità dei cacciatori. È importante segnalare subito eventuali violazioni, ma a noi non risultano finora segnalazioni di problemi di questo tipo nel nostro comune».

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