RAVENNA

10/09/2018 - 11:34

Finita l’estate dei bagnini di salvataggio a Ravenna. Intanto settembre si traveste da luglio

De Zordo: «Chiusa la stagione senza un annegato, merito anche della professionalità dei ragazzi»

Finita l’estate dei bagnini di salvataggio a Ravenna. Intanto settembre si traveste da luglio

Il rientro dei bagnini alla fine del turno domenica

RAVENNA. Concluso il servizio al termine di una domenica di settembre dalle sembianze estive date le temperature e l’affollamento, hanno radunato tutti i mosconi al quartier generale di Punta Marina. Un’immagine che è diventata la metafora della chiusura di una stagione iniziata a fine primavera. Quattro mesi intensi durante i quali i bagnini di salvataggio di Ravenna non hanno certo tirato i remi in barca. Dall’ultimo weekend di maggio, quando i baywatch in canotta rossa sono entrati in servizio, i 98 membri della cooperativa hanno vigilato sulla sicurezza di turisti e bagnanti. «Sia i clienti degli stabilimenti che i tanti che hanno scelto la spiaggia libera, perché anche se il servizio è garantito grazie all’investimento dei gestori dei bagni privati, il personale è stato sempre pronto ad accorrere anche nei tratti di arenile senza ombrelloni in caso di necessità» commenta Ricky De Zordo, coordinatore della cooperativa che riunisce i marinai di salvataggio. E quest’anno lungo i 38 chilometri di costa, tra Casal Borsetti e Lido di Savio, di loro competenza il bilancio dell’attività è lusinghiero. «Come in passato abbiamo puntato molto sulla prevenzione e fortunatamente non ci sono state vittime da annegamento. Gli unici quattro decessi avvenuti sono infatti legati a malori cardiaci. Anche in quei casi i nostri bagnini sono intervenuti per cercare di rianimare i bagnanti che si sono sentiti male, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare». L’estate 2018 va quindi in archivio senza vittime di mare mosso o congestioni. «Un risultato frutto dell’impegno dei ragazzi, ai quali rivolgo i complimenti per la professionalità dimostrata. D’altronde il nostro è un lavoro che non si limita all’estate ma impegna quasi tutto l’anno tra corsi di formazione, sicurezza e allenamenti per curare la preparazione fisica. Fare il bagnino è ancora un lavoro che piace, una passione. Nel gruppo figurano tanti ragazzi che studiano, ma anche persone che lo fanno come attività principale. Se è stato possibile salvare molte vite lo si deve alla loro abnegazione e anche alle dotazioni di cui disponiamo; ogni anno investiamo 70-80mila euro solo in attrezzature».

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c