RAVENNA

06/09/2018 - 11:06

di FEDERICO SPADONI

Minaccia di morte due vigilesse, il Comune di Ravenna si costituisce parte civile

Sorpreso senza assicurazione, era scappato in auto. Palazzo Merlato ha incaricato un avvocato affinché si arrivi a un risarcimento

Minaccia di morte due vigilesse, il Comune di Ravenna si costituisce parte civile

RAVENNA. Aveva insultato due vigilesse che lo avevano sorpreso a guidare senza assicurazione. Poi era risalito in auto e si era rimesso in strada, inseguito fin sotto casa prima di essere arrestato per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale. Per quell’episodio che nel 2016 ha coinvolto un 52enne residente a San Zaccaria, il Comune ha deciso di costituirsi parte civile. Il decreto di citazione a giudizio è stato notificato il 23 maggio scorso e a fine agosto la Giunta ha votato la delibera che affida all’avvocato Enrico Baldrati l’incarico di arrivare a un accordo con l’imputato per risarcire il danno, oppure a proseguire il contenzioso.

Il fatto

L’episodio era accaduto il 19 maggio 2016. L’uomo era stato fermato dalle due vigilesse in via Ravegnana, tra l’altro nel giorno del suo 50esimo compleanno. Il controllo della sua Smart tramite terminale aveva rilevato l’irregolarità nella copertura assicurativa. Le due vigilesse avevano così approfittato di un semaforo rosso per scendere e indicare al conducente di fermarsi nella prima piazzola dopo l’incrocio. L’uomo aveva ammesso di non avere alcun documento, e di essere pure sottoposto all’obbligo della firma per precedenti guai con la giustizia. Poi però aveva insistito affinché venisse lasciato andare.

Al rifiuto delle vigilesse era risalito in auto e facendo inversione si era allontanato imboccando l’Adriatica e poi via Dismano. Tallonato dall’auto della Municipale, era stato raggiunto sotto casa, a San Zaccaria. Qui, stando a quanto ricostruito all’epoca dell’arresto, aveva cercato di investire una delle due agenti che era scesa in strada, costringendola a ripararsi dietro al cancello elettrico che si stava aprendo. Alle offese erano seguite anche le minacce di morte. Vedendo l’uomo chino all’interno dell’abitacolo come intento a cercare qualcosa, era intervenuta anche la collega, che scendendo dall’auto d’ordinanza aveva estratto la pistola inducendo l’uomo ad arrendersi. Durante la perquisizione del veicolo, poco dopo, era spuntato un coltello a serramanico.

Il risarcimento

Per il 52enne la vicenda giudiziaria che sta per aprirsi potrebbe concludersi con un accordo economico: le vigilesse - che nel frattempo hanno ricevuto un encomio proprio per quell’episodio - al momento non hanno espresso intenzione di costituirsi parte civile. Starà invece al Comune e alla difesa dell’uomo trattare un risarcimento per chiudere la vicenda prima dell’avvio del processo.

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