CERVIA

28/07/2018 - 12:45

di MASSIMO PREVIATO

Animali malmessi al Parco naturale. «Sono vecchi e feriti e li curiamo»

Alcuni visitatori denunciano su facebook le condizioni in cui versano. La replica di Atlantide: «Siamo un centro di recupero, non uno zoo»

Animali malmessi al Parco naturale. «Sono vecchi e feriti e li curiamo»

CERVIA. Animali feriti, magrissimi, spelacchiati e sofferenti. Così si sono presentati agli occhi dei bambini di un Centro estivo, che facevano visita al Parco naturale, provocando incredulità e sgomento nel gruppo. «I piccoli ci chiedevano perché gli animali sono ammalati – racconta l’istruttrice Aurora Mondani – e noi non sapevamo come rispondere. Daini, maiali, conigli e capre si presentavano con ferite non curate, pieni di mosche, larve e zecche. Uno spettacolo indecoroso, specialmente per i bambini, che si aspettavano di entrare nel mondo delle meraviglie. Spero che i gestori del Parco naturale sappiano trovare al più presto una soluzione». La struttura è affidata alla cooperativa Atlantide, che ha introdotto il biglietto di ingresso, promuovendo anche alcuni lavori per rendere il parco a misura di visitatore. Alcune polemiche erano però sorte intorno alla sua nuova entrata, che si affaccia su una strada molta trafficata come la Di Vittorio, ed è considerata dal Consiglio di zona «molto pericolosa». Ora giunge la denuncia sugli animali, che molti cittadini hanno condiviso su Facebook. Immediata è però la replica del Parco naturale: «Non siamo uno zoo né un circo né una vetrina – viene specificato in una nota –, ma accudiamo e curiamo anche esemplari anziani o feriti, che possono perdere pelo o essere magri. Tanti sono i controlli, mentre la dieta viene decisa con i veterinari. Circolano in queste ore su Facebook notizie prive di fondamento – viene aggiunto –, perché il parco è un luogo in cui gli animali vengono ospitati e accuditi fino alla fine della loro vita naturale. Molto spesso li accogliamo in seguito a segnalazioni o donazioni di privati, anche se malati, per prendercene cura. Al Parco vengono nutriti, curati e, quando possibile, rimessi in libertà. Vivono liberi, all’interno dei recinti, e le persone possono vederli sia quando stanno bene che nei loro momenti di difficoltà. Il nostro intento è cercare di trasmettere l’amore e il rispetto per gli animali a prescindere dalle loro condizioni estetiche. Questo è il caso di Astore, uno dei nostri asini, nato nel 1988 e arrivato al parco nel 2008». Il riferimento è alla foto che maggiormente circola sui social. A« circa 30 anni per un asino anziano è normale perdere il pelo. Lo stesso vale per la cerva che rimane magra nonostante segua un’alimentazione specifica consigliata dal veterinario. In quanto al maiale che si è ferito a un orecchio, sta seguendo una terapia antibiotica e giornalmente viene medicato. Di recente siamo diventati un Centro recupero animali feriti e questo è il nostro ruolo».

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