MARINA DI RAVENNA

08/07/2018 - 12:42

di CHIARA BISSI

Nella “nursery” del mare baby-trigoni e astici

Si testa a Cervia una rete con luci led per limitare le catture involontarie di tartarughe e altre creature

Nella “nursery” del mare baby-trigoni e astici

RAVENNA. «Il mare ha le stagioni come la frutta» ripete sempre Simone D’Acunto ai bambini in visita alla sede del centro sperimentale per la tutela degli habitat Cestha, nell’ex mercato del pesce di Marina di Ravenna. E quando arriva l’estate, dopo il periodo degli attrezzi da seppia, tornano nelle reti dei pescatori i trigoni, ospiti commercialmente non rilevanti e spesso sacrificati. Ma la novità di quest’anno sono gli astici, crostacei poco presenti nel nostro mare, apparsi a sorpresa in gran numero.

Trigoni intrappolati nelle reti

La stretta collaborazione fra pescatori e i giovani operatori del Cestha ha permesso il salvataggio di numerosi esemplari di trigone viola, che trovano, come altre specie, rifugio e ricovero al centro di Marina. Una volta tornati in buone condizioni, i trigoni vengono rilasciati in mare con una sorta di etichettatura e un nome di battesimo per monitorare gli spostamenti in caso di nuove catture. Non tutti ce la fanno e anche per questo il Cestha sta sperimentando con propri operatori ospiti di una barca di Cervia una rete in parte cosparsa di luci led per capire se può limitare le catture involontarie di tartarughe e pesci come il trigone. «Nei giorni scorsi su 5 trigoni pescati – spiega D’Acunto, responsabile della direzione generale – siamo riusciti a salvarne tre. In agosto le catture aumenteranno. In questo caso un esemplare si è impigliato in una rete che non montava i dissuasori luminosi che stiamo sperimentando con il progetto Tartalife+. Nell’amarezza per questo triste evento non perdiamo l’occasione per educare le nuove generazioni coinvolgendo le Magliette gialle del Comune di Ravenna nel prelievo di campioni che verranno utilizzati per studi genetici. Siamo partner del Cnr - Ismar di Ancona nella realizzazione di un programma sperimentale su tecniche di pesca più selettive e meno impattanti nei confronti delle specie rare».

Boom degli astici

«Fino a poche settimane fa – prosegue D’Acunto – nel periodo di pesca della seppia abbiamo trovato numerosi esemplari di astici. È stato un anno eccezionale. Si tratta di un crostaceo da scoglio, considerato assai raro. Rileviamo un aumento e i pescatori hanno deciso di rinunciare alla cattura per vedere se si consolida la presenza. Quando ci portano i crostacei noi li rimettiamo in sesto e poi ci occupiamo del rilascio in mare con la cooperativa La Romagnola. Quanto ai trigoni, sappiamo di avvistamenti vicino alle spiagge. Vengono in acque basse per accoppiarsi e partorire. Non sono pericolosi, non attaccano per primi, basta lasciarli stare». Tra i recuperi eccezionali, nel 2017 ci fu quello di un giovane squalo grigio, molto raro in nord Adriatico.

Giovani ricercatori

Il Cestha nasce nell’estate del 2015 come associazione scientifica di ricerca per lo sviluppo di progetti sperimentali. Al suo interno un gruppo di biologi marini, naturalisti, acquacoltori e veterinari, sviluppano progetti di ricerca. Sempre nel 2015 è nata una collaborazione tra Cestha e la cooperativa di pesca “La Romagnola” di Marina di Ravenna, i cui equipaggi sono i principali partner del team scientifico. Quest’anno l’associazione è cresciuta di numero e 4 ragazzi sono al lavoro come osservatori per la pesca volante su barche a Chioggia, Porto Garibaldi, San Benedetto del Tronto e Pila di Porto Tolle. Un tipo di pesca durante la quale vengono pescate molte tartarughe, ma anche trigoni, spesso uccisi per il loro pungiglione.

Pescherecci partner

«A Marina di Ravenna – conclude D’Acunto – sono operative otto barche delle due cooperative che si occupano della pesca di cozze e una serie di barchini. Tutti ci consegnano specie rare e cavallucci marini. Noi siamo all’ex mercato del pesce al mattino presto quando rientrano. Oppure loro stessi ci fanno trovare gli esemplari catturati nelle vasche».

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