Affollato incontro alla sala Buzzi

21/05/2018 - 11:53

di Andrea Tarroni

Da Ravenna parte la richiesta di una legge anti discriminazioni

Dalle aggressioni in discoteca agli insulti per strada alle coppie a raccontare gli episodi in sala le giovani vittime dell’omofobia

Da Ravenna parte la richiesta di una legge anti discriminazioni

RAVENNA

Un’azione per giungere a una legge regionale contro la omo-transnegatività, ma anche un’intesa con il Comune di Ravenna per azioni concrete che contrastino la discriminazione degli omosessuali, dei transessuali e dei bisessuali.

Si tratta del bilancio di una serata che ha riempito la sala Buzzi a coronamento del ciclo di iniziative organizzate a Ravenna in prossimità della Giornata nazionale contro l’omofobia.

All’incontro, organizzato da Arcigay “Dan Arevalos” ha partecipato il Gruppo Giovani LGBT+ Faenza, la psicoterapeuta e saggista Margherita Graglia, il consigliere regionale Mirco Bagnari e la presidente della Commissione regionale Parità e Diritti Roberta Mori, oltre all’assessora alle Pari Opportunità Ouidad Bakkali.

Tanti episodi preoccupanti

Una serata che ha consentito di condividere una realtà non semplice, anche nella provincia ravennate. Con Mira, ad esempio, che racconta come «in un liceo in autogestione, promuovendo un’iniziativa contro l’omofobia, si sia richiesta una “controparte”. Come se l’omofobia fosse un’opinione che meriti una tribuna». O come a una serata come tante, in un locale di Faenza, quando un bulletto si avvicina per ballare ad un gruppo di adolescenti fra cui c’era una trans e d’impeto prende a urlarle addosso. O di chi in strada nella città manfreda si è trovato varie volte, assieme al compagno, sentirsi gridare del “frocio” sempre dalla stessa persona, sempre con virulenza e odio. «Lo abbiamo denunciato, ma alla fine abbiamo concordato un risarcimento pecuniario. Nemmeno siamo riusciti a sporgere denuncia di fronte alle forze dell’ordine, per uno sputo e un’ingiuria non sono lo fanno più. Ti devi muovere con un avvocato. E così la discriminazione ha lo stesso peso di un diverbio stradale». Ma poi anche le difficoltà di una trans nel mantenere una vita lavorativa normale, o chi si trova a subire percosse ma per paura non va a denunciare. «C’è una realtà da tenere osservata e vogliamo intraprendere azioni misurabili, concrete in questo senso – spiega l’assessora Bakkali -. Innanzitutto sul fronte dell’educazione, con una formazione degli insegnanti e un’integrazione del Piano dell’offerta formativa delle nostre scuole che miri a creare consapevolezza su queste tematiche. Poi promuoverò in Giunta l’adesione alla Readi (rete anti discriminazione) che coordina le pubbliche amministrazioni su questi aspetti emergenti e che ci darà maggior forza nella promozione della legge regionale che si sta costruendo contro la omo-transnegatività».

L’intero cammino sarà compiuto «in stretto contatto col mondo associativo, già attento e attivo a queste tematiche. Pensiamo solo a quanto molte associazioni studentesche promuovano momenti di riflessione su questo tema e a che azione fondamentale svolga l’Arcigay con lo sportello di ascolto a Cittattiva». In prospettiva c’è la volontà di replicare un percorso analogo a quello di Reggio Emilia: «L’attivazione di un vero e proprio protocollo, che attivi su questa tematica ad un impegno unitario e strutturato istituzioni, organizzazioni e associazioni al fine di promuovere i diritti delle persone Lgbt e contrastare le discriminazione».

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