RAVENNA

28/04/2018 - 17:35

di FEDERICO SPADONI

De Pascale: «Tanti giovani e più sicurezza la mia ricetta per Marina»

Lunedì 30 aprile ci sarà la prima notte di festa in spiaggia con deroga fino alle 3 per i bagni e dopo anni di crisi e polemiche il sindaco cerca una identità vincente per la località regina

De Pascale: «Tanti giovani e più sicurezza la mia ricetta per Marina»

RAVENNA. Turisti o “escursionisti” del mare, famiglie o giovani? Su che cosa puntare per lo sviluppo di Marina di Ravenna? Alla vigilia del 30 aprile - la prima delle sette serate in deroga che consentirà agli stabilimenti balneari di organizzare feste fino alle 3 - la linea dettata dal sindaco Michele De Pascale si pone come una sorta di briscola pigliatutto. Tanto che la formula per il futuro potrebbe essere riassunta così: continuare ad attirare persone dalla provincia e offrire divertimento per i giovani, affinché anche da fuori convincano le rispettive famiglie a scegliere la località rivierasca come meta per le vacanze. «Semplificare e dare continuità», sono le parole chiave che il primo cittadino si era giocato incampagna elettorale, e che ha messo in pratica nell’ordinanza balneare che ha segnato un cambio di rotta rispetto all’era Matteucci.

Dai primi happy hour alle regole

La questione è annosa. E riporta agli anni di Vidmer Mercatali, alle aperture della spiaggia con gli happy hour, le feste che hanno fatto conoscere il “modello Marina” negli anni ‘90, portando fiumi di persone da tutta la regione sulla costa ravennate. Un flusso di affluenze di difficile gestione, tanto da spingere il successore, Fabrizio Matteucci, a imporre limitazioni ferree per gli stabilimenti. Le serate di festa sono state ridotte a due (riportate successivamente a tre) vietando gli happy hour domenicali, poi la battaglia contro i cocktail nei secchielli che facendo il giro della Penisola è valsa al primo cittadino la nome a di “sindaco sceriffo”. Alla fine è arrivata l’era De Pascale, che ha eliminato i limiti delle serate estendendo la possibilità di fare festa fino all’una tutti i giorni (eccetto il sabato e la domenica, la musica non può andare oltre alla mezza). Un’apertura che già l’anno scorso ha dato, commenta il sindaco, «buoni risultati, lasciando più possibilità alle imprese senza creare disagi». Non bastasse, «sul versante sicurezza abbiamo implementato l’impegno della polizia municipale sull’arenile e stiamo ragionando con il prefetto un modo per istituzionalizzare la vigilanza privata, guardando anche alla sperimentazione che Cervia ha avviato in centro». E se tra le “guerre” del passato si ricorda ancora la messa al bando dei vocalist per abbattere i volumi, ora, continua De Pascale, «i fonometri installati hanno risolto ogni problema». Insomma, pur ammettendo che «resta ancora da risolvere il problema di come gestire il deflusso delle persone dopo le feste», i risultati sperimentati nell’anno Zero dell’ordinanza hanno fatto sì che «quest’anno il dibattito sull’ordinanza è durato un quarto d’ora».

Eventi di punta e notti di festa

Così domani sarà la prima delle sette serate in deroga della stagione balneare, che precede quelle del 1 giugno, la Notte Rosa del 6 e 7 luglio, la vigilia di Sant’Apollinare del 22 luglio, il 10 e 14 agosto. Il sindaco descrive un lido pronto: «Abbiamo lavorato con le associazioni di categoria per rendere tutti i lidi curati il più possibile, aumentando le risorse per eventi di intrattenimento e culturali». E tra tutti cita il festival Beaches Brew - ormai diventato fiore all’occhiello a livello internazionale per gli amanti della musica indipendente - le Frecce Tricolore, i fuochi d’artificio, appunto, il rilancio della Notte Rosa.

La soluzione ai posti letto

Ma come conciliare tipologie di turismo che, a Marina in particolare, hanno sempre diviso gestori degli stabilimenti e attività del centro? «Che Marina abbia oltre alla dimensione turistica una gigantesca dimensione escursionistica data dal nostro entroterra è assodato - conferma De Pascale -. E’ un grande valore, che va incontro al fatto che abbiamo una dotazione alberghi molto inferiore ad altre località». E sul delicato tema degli alberghi, non sufficienti a coprire la richiesta di posti letto per grandi manifestazioni, ammette che «nonostante i nostri strumenti urbanistici siano favorevoli per la nascita di nuove strutture ricettive, oggi le risorse per realizzarle sono rare». La soluzione, dunque potrebbe essere quella dell “turismo all’aria aperta”: «Case mobili, bungalow, tende, sono soluzioni alternative che si sommano agli appartamenti, e che bisogna incentivare combattendo l’abusivismo ricettivo». Ricetta servita. Che la stagione abbia inizio.

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