CERVIA

13/03/2018 - 12:23

di FEDERICO SPADONI

Da una cabina telefonica minaccia i carabinieri: arrestato

L'uomo bloccato nella tarda serata in viale Roma da una pattuglia proprio nel corso della chiamata

Da una cabina telefonica minaccia i carabinieri: arrestato

CERVIA. Ha contattato il 112 da una cabina telefonica. Ma non per chiedere aiuto. Appena dalla centrale operativa rispondevano alla chiamata volavano gli insulti. Minacce e ingiurie ripetute, che chiaramente arrivavano sempre dalla stessa voce. Il “gioco” è finito nel fine settimana appena trascorso per un 51enne di Cervia, arrestato dai carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima per interruzione di pubblico servizio, procurato allarme, minacce, oltraggio pubblico ufficiale, nonché per resistenza e lesioni.

La cabina telefonica

L’uomo aveva scelto la cabina telefonica di viale Roma per contattare l’Arma. Erano le 23 passate e a quell’ora c’erano ancora diverse persone in strada. Compresa una pattuglia dei carabinieri, che riconoscendo all’interno della cabina il “volto familiare” si sono avvicinati, mantenendosi in contatto con i colleghi, gli stessi che proprio in quegli istanti stavano ascoltando alla cornetta le ingiurie proferite dall’uomo. Non appena si sono avvicinati il 51enne ha cercato di allontanarsi a passo sempre più spedito. Finché, una volta raggiunto dai carabinieri, gli insulti si sono trasformati in sputi, calci e pugni.

Solo al termine della colluttazione - costata a uno dei militari 14 giorni di prognosi - sono scattate le manette.

Un volto già noto

L’uomo ha alle spalle numerosi precedenti. Era già finito agli arresti nel giugno del 2017 con l’accusa di stalking nei confronti di una prostituta. L’aveva avvicinata come cliente, ma durante i vari incontri era nato un sentimento non ricambiato, perseguitandola, pedinandola e addirittura riprendendola mentre si trovava sulla Statale.

Stessa cosa anche l’anno prima.

E forse proprio alla luce di questi episodi aveva deciso di riversare tutto il rancore verso le forze dell’ordine, con minacce e offese, illudendosi che la cabina telefonica sarebbe bastata per mantenere l’anonimato. Per il 51enne, difeso dall’avvocato Marco Guerra, si attende oggi l’udienza di convalida.

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