FAENZA

Imbrattò case e muri: condannato a 122 giorni di lavori socialmente utili

Il sindaco: «Capita ancora troppo di frequente che certi gesti siano considerati una ragazzata: così non è»

20/12/2017 - 15:27

Imbrattò case e muri: condannato a 122 giorni di lavori socialmente utili

FAENZA. Il tribunale ha ritenuto colpevole un 25enne faentino dell’imbrattamento di numerosi spazi urbani, lungo un periodo che va dal febbraio al settembre del 2014. L’elenco dei luoghi colpiti dalla bomboletta spray di colore nero è riportato nella sentenza: si va dalle scritte comparse sul muro esterno del circolo sportivo Macrelli (sferisterio comunale), in particolare la zona in cui è collocata l’opera in grafite di Goffredo Gaeta, a quelle sull’abitazione di un privato all’angolo tra via Lapi e via Mazzanti.

Sfregiati con sigle e disegni anche alcuni beni ed edifici di proprietà del Comune: la biblioteca Manfrediana, i muri di contenimento di via Canal Grande e di via Firenze, un box contatore in via Lapi, i muri della scuola Pirazzini, del palazzo del Podestà in piazza del Popolo e, infine, di un edificio residenziale in via Marescalchi.

La condanna

La pena comminata dal giudice, che inizialmente consisteva in 4 mesi di reclusione e 700 euro di multa, è stata convertita in 244 ore (da svolgersi in 122 giorni) di attività non retribuita a favore della comunità presso l’associazione Ceff, come richiesto dall’imputato: «Si può infatti presumere – recita la sentenza –, in considerazione del contegno processuale tenuto, dell’effetto deterrente indotto dalla presente pronuncia nonché dell’assenza di precedenti penali, che l’imputato si asterrà in futuro dalla commissione di ulteriori reati».

Inciviltà e reati

Sul valore di deterrenza della condanna interviene il sindaco Giovanni Malpezzi: «L’estetica della città è un bene pubblico da salvaguardare e l’imbrattamento dei muri, di manufatti o addirittura di opere d’arte, oltre a essere segno di inciviltà, costituisce reato. So che è superfluo ribadirlo, ma purtroppo capita ancora troppo di frequente che certi gesti siano considerati una ragazzata: così non è. Non fa piacere che un ragazzo sia stato condannato, ma occorre far capire che ognuno è responsabile del decoro del proprio ambiente di vita. E non è giusto che poi i costi di pulizia degli imbrattamenti ricadano su tutti i cittadini. Il Comune è parte attiva insieme alla forze dell’ordine per individuare i responsabili».

Murales legali

Tra l’altro, per chi volesse manifestare la propria creatività tramite opere di street art, le occasioni legali a Faenza non mancano: un esempio è l’esperienza di Distretto A, che ha lanciato bandi destinati all’arte urbana e rivalorizzato così un quartiere del centro con vari murales. Se ne possono ammirare alcuni nella piazzetta Carlo Zauli o in via Marini: modelli virtuosi ben distanti dalle scritte di cattivo gusto che troppo spesso deturpano il paesaggio cittadino.

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