IMOLA

14/03/2019 - 15:49

di LUCA BALDUZZI

La sede imolese dell’Università continua a espandersi

Tra le eccellenze il master in fitoterapia veterinaria

La sede imolese dell’Università continua a espandersi

IMOLA. Tre nuovi master. Un nuovo progetto di laurea magistrale. Due borse di studio in più per il dottorato di ricerca. Quarta sede per un corso di laurea. Due appuntamenti di carattere internazionale. Il plesso didattico di Imola dell’università di Bologna si presenta all’open day in programma mercoledì prossimo forte non solamente di sei corsi di laurea triennale, di un corso di laurea magistrale e di quattro master di primo e secondo livello già “rodati”, ma anche con l’idea ben chiara di voler continuare a crescere nel corso dei prossimi anni.

I master

L’elenco delle novità si apre con «il master di secondo livello in fitoterapia veterinaria, il primo del suo genere in tutta Italia, partito il mese scorso», spiega Fabrizio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, da sempre sostenitrice attiva del polo cittadino dell’Alma Mater. A questo si affiancherà entro breve «il master in mobilità sostenibile, che si svolgerà interamente in lingua inglese».

C’è, però, un’ulteriore proposta già sul tavolo, in attesa del pronunciamento dell’ateneo: «Un master di primo livello in tappeti erbosi», anticipa Daniele Torreggiani, coordinatore del corso di laurea in Verde ornamentale e tutela del paesaggio, «più legato all’ambito sportivo».

Le lauree magistrali

E siccome non si può non pensare in grande, «stiamo lavorando per una laurea magistrale che dia seguito al curriculum di Tecniche erboristiche», aggiunge Stefano Ferroni, coordinatore del corso di laurea in Scienze farmaceutiche applicate. «Il nostro intendimento potrebbe andare a buon fine nei prossimi due o tre anni».

Il dottorato

Ottime notizie anche per il dottorato di ricerca in Salute, sicurezza e sistemi del verde, che «già alla sua seconda edizione ottiene due borse di studio in più», annuncia Bacchilega.

La prima arriva come quota premiale, la seconda «grazie all’interessamento del Centro agricoltura e ambiente “Giorgio Nicoli”», spiega Patrizia Tassinari, referente accademico del plesso didattico di Imola dell’università del capoluogo, «che ha vincolato la borsa di studio alla ricerca sulle malattie determinate dagli insetti negli ambienti urbani».

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