IMOLA

04/02/2019 - 10:36

Imola, "Problemi al nuovo sistema informatico: rischio collasso"

Sindacati all’attacco: oggi assemblea generale con gli operatori organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl

Imola, "Problemi al nuovo sistema informatico: rischio collasso"

IMOLA. Assemblea generale della Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl all’Ospedale vecchio, questa mattina, per discutere del nuovo sistema informatico per la gestione degli ordini dei materiali entrato in funzione in via sperimentale nell’Ausl di Imola e all’Istituto ortopedico “Rizzoli” del capoluogo, finito al centro delle critiche delle organizzazioni sindacali nei giorni scorsi. «Vogliamo capire cosa ne pensa chi lavora nei servizi e sappiamo già che saranno dolori», commentano i sindacati. «Disfunzioni che vanno messe in chiaro soprattutto per tutelare le persone che usufruiscono dei servizi sanitari». Sullo stesso argomento è stato anche chiesto e ottenuto un incontro a livello regionale, in programma a Bologna lunedì prossimo.

Le criticità

Gli aspetti critici non sono pochi: «Ad oggi ancora non funzionano le parti di programma base relative all’analisi dei consumi che consentono l’emissione di ordini (non poco considerando che nel 2018 gli ordini sono stati oltre 20.000)», avevano spiegato Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, e «ai moduli per la gestione delle protesi in sala operatoria».

Ma, soprattutto, non funziona «l’invio automatico di ordini sulla piattaforma regionale, per cui una mole considerevole di dati, che consentivano la localizzazione in magazzino dei materiali e la preparazione ordinata delle forniture ai reparti, non sono stati trasmessi», aggiungono le organizzazioni sindacali, «e tutte le operazioni della filiera di gestione dei beni è in fortissima sofferenza e sta seriamente rischiando il collasso».

Inoltre, «gli ordini relativi ai servizi (un dato provvisorio del valore dei soli servizi economali nel 2018 era di oltre 15 milioni di euro) non funzionano», continuano i sindacati, «e la parte di software relativa ai cespiti, tanto importante per il mantenimento dei livelli di assistenza ai pazienti per il rinnovamento dei processi software e di attrezzature sanitarie, non esiste ancora».

La politica

«Il software evidentemente non era pronto, non era adeguato e non si è nemmeno pensato di procedere con una fase di transizione al nuovo sistema», attacca Galeazzo Bignami, deputato di Forza Italia. «Ora la Regione e le direzioni sanitarie dicano chiaramente come intendano risolvere tale situazione e, soprattutto, a chi ascrivere eventuali responsabilità per tali disservizi. Non è ammissibile che la sanità si blocchi e si paralizzi perché un sistema informatico non è in grado di recepire e gestire gli ordini. Tutto ciò poteva essere adeguatamente previsto ed evitato».

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