IMOLA

15/01/2019 - 06:06

di LUCA BALDUZZI

Imola, allarme di Geolab per il Santerno: "Lavori al limite della deforestazione"

Il presidente Giacomo Buganè: "In caso di piene la vegetazione rappresenta una difesa"

Imola, allarme di Geolab per il Santerno: "Lavori al limite della deforestazione"

IMOLA. «Lavori di abbattimento radicale, al limite della deforestazione». Dopo le Gam (Guardie ambientali metropolitane) e la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Silvia Piccinini, che ha annunciato una interrogazione sull’argomento, anche Giacomo Buganè, presidente dell’associazione GeoL@b, si mostra perplesso sull’intervento di pulizia dell’alveo del fiume Santerno in corso fra Castel del Rio e Codrignano.

Contrasto alle piene

«La vegetazione arborea in alveo ha una sua funzione di laminazione in caso di piene catastrofiche – spiega Bugané – in quanto rallenta il flusso e aumenta i tempi di corrivazione».

E richiama le Linee guida regionali per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia Romagna, in cui è indicato prima di tutto che «le formazioni vegetali presenti nella piana inondabile, possono essere considerate come la più naturale delle difese idrauliche contro gli effetti avversi delle alluvioni», si legge, «grazie alla loro efficacia nel rallentamento della corrente che le interessa durante gli eventi di piena».

Inoltre «attraverso gli interventi di forestazione si consegue un aumento della scabrezza», aggiungono le Linee guida, «con conseguente rallentamento dei deflussi e aumento locale del livello idrico, a parità di portata in arrivo da monte, quindi del volume idrico complessivamente laminato nei tratti di intervento».

Aspetti naturalistici

Aspetto non meno significativo, «dalle informazioni acquisite come cittadino portatore di interesse, limitatamente al breve tratto del fiume che attraversa il Parco regionale della Vena del Gesso romagnola, l’intervento riguarderà solo il 30% del patrimonio arboreo», continua il presidente dell’associazione GeoL@b.

E in una lettera aperta indirizzata ai primi cittadini di Castel del Rio Alberto Baldazzi, di Fontanelice Athos Ponti, di Borgo Tossignano Clorinda Mortero e di Casalfiumanese Gisella Rivola chiede di «considerare la possibilità estendere anche ai rimanenti tratti fluviali l’attenzione agli aspetti naturalistici dedicata all’alveo che attraversa il territorio del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola», ricordando che «a tal fine l’Ente Parco ha indicato una figura professionale per seguire l’attività di manutenzione con attenzione agli aspetti fitosanitari del patrimonio arboreo».

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