IMOLA

06/01/2019 - 07:57

Stadio al Bacchilega, il Rugby Imola: trasloco solo a condizioni migliori

Il progetto della cittadella sportiva del Comune rischia di far fare le valigie dopo 40 anni al mondo della palla ovale: "Vogliamo chiarezza"

Stadio al Bacchilega, il Rugby Imola: trasloco solo a condizioni migliori

IMOLA. I dubbi ci sono, perché fare le valigie dopo quarant’anni non è cosa di facile digestione. Ma se davvero si dovrà traslocare servono garanzie e impregni precisi. L’operazione della nuova cittadella dello sport nell’area dei centri sportivi Bacchilega e Zanelli-Tassinari, per la quale il Comune ha dato mandato ad Area Blu di predisporre un avviso esplorativo alla ricerca di privati pronti a investire, non lascia indifferente il rugby imolese che nell’eventuale operazione sarebbe coinvolto direttamente. La palla ovale finirebbe per rimbalzare non più nell’area attuale ma in quella a monte di via Salvo D’Acquisto, «in uno spazio indubbiamente più ridotto e senza alcuna possibilità di ampliamenti nel futuro», ragionano il presidente dell’Imola rugby, Massimo Villa, e quello delle Querce rugby (la costola della società che cura il settore del mini rugby), Pierangelo Morini.

Il progetto

Area blu, come detto, dovrà cercare partner privati per riqualificare le aree ora occupate dai centri sportivi Bacchilega, gestito dall’Imolese, e Zanelli-Tassinari, in concessione all’Imola rugby. Il punto centrale dell’operazione sarebbe la costruzione di uno stadio per il calcio. Nuove tribune da affiancare a quella presente ora al Bacchilega, nuovi servizi, zone di accesso diversificate per le tifoserie e altro ancora. Uno stadio in sostanza in grado di ospitare le partite dell’Imolese sia in serie C ma anche in una categoria superiore. Un progetto ambizioso e milionario che vedrebbe, come rovescio, il trasloco del rugby in via Salvo D’Acquisto a spese di chi si aggiudicherà il bando. L’operazione avrebbe ovviamente un impatto sia urbanistico che in termini di viabilità.

Richiesta di garanzie

L’Imola rugby sarebbe costretta a «trasferire in una nuova area tutte le attività sia sportive che di natura sociale, come campi estivi, doposcuola e attività sportive in collaborazione con gli istituti scolastici limitrofi», spiegano i presidenti Villa e Morini ricordando che le due società «da 40 anni si pongono fra le poche realtà sportive del comprensorio imolese attente alle necessità del territorio e delle famiglie finalizzando la propria missione alla divulgazione e alla conoscenza della disciplina del gioco del rugby e dei suoi valori quali lealtà, correttezza, amicizia e rispetto dell’avversario e degli arbitri ponendosi come primario obiettivo la formazione educativa della persona e non dell’atleta campione». E in ballo c’è anche la realizzazione di una club house, completamente autofinanziata, ormai in via di completamento che servirà a ospitare i “terzi tempi” dopo le partite di tutte le categorie oltre alle attività sociali (l’edificio è destinato ad essere utilizzato anche dalla Protezione Civile in caso di calamità naturali).

Gli obiettivi sono quindi calcolati su un orizzonte lungo e per questo il mondo ovale imolese chiede chiarezza e impegni precisi in caso di spostamento. «Il trasferimento delle società sportive dalla attuale sede di via Papa Onorio II, ammesso che sia giustificato da effettive ragioni di pubblico interesse, sarebbe previsto in uno spazio indubbiamente più ridotto senza alcuna possibilità di ampliamenti nel futuro e pertanto l’eventuale spostamento dovrà tenere conto a priori anche di tutte le proposte migliorative previste da Imola rugby e Querce rugby non più realizzabili dopo il trasferimento – insistono Volla e Morini –. Questa nuova collocazione dovrà anche tenere conto dei tempi e delle modalità di realizzazione del nuovo asse attrezzato che a oggi non risultano ancora pubblicamente definite. Inoltre il trasferimento definitivo potrà avvenire solo a completamento delle opere, collaudate, funzionali e complete di agibilità in tutti i locali».

Il messaggio insomma è chiaro: se proprio dovrà spostarsi il rugby chiede condizioni migliori e certezza sui tempi. Insomma, un trasloco chiavi in mano. Il compito toccherebbe al privato che si aggiudicherà il progetto di riqualificazione. E all’orizzonte l’unico soggetto interessato sembra essere l’Imolese calcio.

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