IMOLA

02/10/2018 - 11:52

di LUCA BALDUZZI

Il centro di Imola si svuota: chiudono negozi e attività commerciali

Dopo ben 63 anni di attività lo storico panificio “Darchini” ha abbassato la serranda

Il centro di Imola si svuota: chiudono negozi e attività commerciali

IMOLA. «Un caloroso saluto a tutti coloro che per anni hanno beneficiato dei nostri prodotti artigianali». Dopo ben 63 anni di attività, lo storico panificio “Darchini” al civico 52 di via Appia ha abbassato la serranda, sabato scorso.

«A malincuore», assicura il cartello comparso nella vetrina, sopra a quello dell’agenzia immobiliare del capoluogo che ha messo in affitto i locali.

A poco meno di tre anni di distanza (era l’11 ottobre del 2015) dalla scomparsa di Luigi Darchini, assunto nel forno di via Appia nel 1956 come fattorino e subentrato nella gestione nel 1963 assieme alla moglie Nediana, si chiude un capitolo della storia di Imola.

Il centro abbandonato

Assieme al forno, però, ha abbandonato il centro storico anche la libreria “Giunti al punto” di piazza Caduti per la libertà. Locali già svuotati, vetrine oscurate da fogli bianchi attaccati con lo scotch.

Proprio sotto l’Orologio, di fronte all’ex bar “Bacchilega” per la cui riapertura bisognerà aspettare ancora, se n’era già andata fra la fine di maggio e l’inizio di giugno “Olga Boutique”, aperta dalla signora Olga Mita nel 1946. Anche in questa vetrina campeggia il cartello “Affittasi”.

L’elenco, purtroppo, non finisce qua: entro la fine dell’anno, infatti, lascerà i locali di palazzo “Sersanti” che si affacciano sulla via Emilia la pelletteria “Lora”, aperta nel 1950.

A poca distanza dall’oramai ex panificio “Darchini” sono vuote da anni altre due vetrine. E nella centralissima piazza Matteotti nessuno ha ancora preso il posto del (fu) negozio di vestiti e di bigiotteria a fianco del bar “Bologna”, se non la candidata a sindaco della coalizione di centrosinistra Carmela Cappello per farne la sede del proprio comitato elettorale nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Solamente per citare due esempi ulteriori.

Via XX Settembre

A pochi metri di distanza, non se la passa troppo bene anche via XX Settembre, dopo la chiusura dell’albergo “Moderno” nel giugno di cinque anni fa.

Alcuni locali del centro cittadino, in particolare, sono di proprietà dello Stato e «verso metà ottobre, insieme all’assessore Massimiliano Minorchio, incontrerò i tecnici del Demanio e il referente dell’Agenzia delle Entrate per valutare concretamente le metodologie atte al miglioramento dei locali sfitti da oltre vent’anni», anticipa Patrik Cavina, vicesindaco.

La richiesta era arrivata alla giunta attraverso una mozione presentata dai consiglieri del Movimento 5 stelle Stefano Buscaroli ed Ermete Guerrini.

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