IMOLA

26/06/2018 - 17:36

di SOFIA FERRANTI

Manca: «Anch’io responsabile. Serve una nuova classe dirigente»

«Non siamo riusciti a dare una risposta convincente alle insicurezze delle persone. Il partito ora a chi ha consenso»

Manca: «Anch’io responsabile. Serve una nuova classe dirigente»

IMOLA. Il centrosinistra ha ceduto le chiavi del Comune a Manuela Sangiorgi dopo 73 anni di governo. Una svolta epocale. Daniele Manca, ultimo sindaco di centrosinistra, analizza la sconfitta e traccia la strada indicando quale sarà la nuova classe dirigente del Pd. «Innanzitutto auguro buon lavoro alla nuova sindaca che ha vinto in modo evidente. Il ballottaggio ha consegnato al Movimento 5 Stelle la responsabilità di governare la nostra città. Auguro a Manuela Sangiorgi di riuscire ad essere il sindaco di tutti gli imolesi, perché questo sta nel ruolo del primo cittadino».

La sconfitta è stata pesante, quali sono secondo lei le responsabilità del centrosinistra e del Pd?

«Dobbiamo ammettere che non siamo stati in grado di costruire una dimensione comunitaria, siamo stati travolti dal cambiamento che si è verificato anche a livello nazionale. L’orgoglio di avere governato con competenza e di avere raggiunto importanti traguardi non è bastato a colmare l’erosione della comunità, ora affidata a chi pur usando la paura promette sicurezza. Anche gli imolesi hanno scelto di abbracciare una risposta individuale perché si è rotta la dimensione comunitaria. A questo punto il Partito democratico deve affrontare una seria riflessione sia a livello locale che nazionale. I cambiamenti in atto hanno sgretolato il senso comunitario e ha vinto una domanda di sicurezza individuale, che diventa popolare, diffusa. È un vento che ha cominciato a spirare già prima del 4 marzo alle politiche e in questa situazione il ballottaggio ha chiaramente favorito i 5 stelle. Non credo che questo vento soffi a lungo, quando sei al governo è difficile dare risposte. Quindi dobbiamo rapidamente costruire un’alternativa credibile. Dobbiamo rafforzare la relazione con la città, c’è da riconnettere la dimensione comunitaria».

Dopo aver guidato la città per dieci anni come vive questa svolta?

«Ovviamente mi sento responsabile per questa sconfitta, ho governato questa comunità per dieci anni, ma non possiamo cavarcela dicendo che abbiamo governato male perché hanno inciso cambiamenti enormi di portata nazionale. Credo che la classe dirigente debba affrontare in maniera molto più approfondita l’argomento. In una città come Imola dove la qualità della vita è alta e dove i servizi ci sono proprio grazie alla riduzione delle distanze, quando si sgretola il senso di comunità resti da solo. Non sono sorpreso della battaglia al ballottaggio, ma vedo un bisogno enorme di riflettere».

La candidatura arrivata un po’ tardi di Carmen Cappello secondo lei ha inciso sul risultato?

«Carmen Cappello era la candidata giusta, rappresentava una scelta che tendeva a rinnovare e proprio a ripristinare il senso di comunità. Al primo turno ha ottenuto il 42% che è un ottimo risultato, ha costruito relazioni con le forze del centrosinistra. È l’alternativa al governo 5 stelle, il risultato del ballottaggio non è merito o colpa delle scelte delle candidate, ma frutto di una situazione diffusa. Noi abbiamo la colpa di non essere stati in grado a livello locale di dare una risposta convincente alle insicurezze. Pur governando con senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni è arrivata una sconfitta, consegniamo ai pentastellati una comunità in ordine, con servizi efficienti e con basi solide. Ciò che abbiamo fatto è un patrimonio importante. Va dato merito a Carmen Cappello del lavoro che ha svolto e dobbiamo tenere presente che i risultati ottenuti non sono banali, il Pd resta il primo partito della città».

Qual è la cosa che le ha fatto più male in questa sconfitta?

«Mi ha fatto male vedere sventolare la bandiera di un solo partito sul balcone del palazzo comunale, e alla sindaca Sangiorgi dico: attenti perché così si indeboliscono le istituzioni. È meglio avere il gonfalone della città, la bandiera italiana e quella europea piuttosto che simboli espressione di un solo partito».

Dopo questa sconfitta ci saranno cambiamenti in seno al Pd?

«Per risalire vanno consegnate le chiavi del partito a quelle persone che hanno dimostrato sul campo di avere forte radicamento e molto consenso, dovranno essere loro a guidare la nuova classe dirigente del Pd di Imola». Un riferimento chiaro alle personalità del Pd che hanno riscosso maggiori consensi, a cominciare da Fabrizio Castellari e Marco Panieri.

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