IMOLA

09/02/2019 - 06:00

Imola, chiuso dopo la diffida l’asilo abusivo con bimbi non vaccinati

Il Comune: valuteremo in accordo con l’Ausl le eventuali azioni congiunte da adottare

Imola, chiuso dopo la diffida l’asilo abusivo con bimbi non vaccinati

IMOLA. Chiusa in tutta fretta l’attività di tipo educativo che era stata avviata senza alcun requisito e che ospitava una dozzina di bambini in buona parte senza alcuna vaccinazione mentre altri piccoli avevano solo una copertura parziale.

Lo stop

Lo ha comunicati ieri al Comune la stessa associazione di promozione sociale che gestiva questa sorta di scuola materna non autorizzata sulle prime colline imolesi sfruttando lo spazio concesso in comodato d’uso da una attività di ristorazione. L’associazione in ottobre aveva presentato una Scia in Comune salvo poi ritirarla dopo aver ricevuto il parere negativo dell’Ausl.

La decisione è stata presa dall’associazione stessa dopo aver ricevuto il 5 febbraio la “Comunicazione di avvio di procedimento amministrativo” (in base alla legge 241/90) e una diffida per la cessazione dell’attività di tipo educativo.

Il Comune

«Appena abbiamo ricevuto la segnalazione dell’Ausl di Imola, che aveva riscontrato una serie di rilievi, ci siamo immediatamente attivati inviando la diffida - sottolinea l’assessore alla Scuola, Claudia Resta -. Nell’atto inviato dal Comune venivano dati all’associazione titolare dell’attività 5 giorni per presentare memorie, deduzioni e documentazioni. Così come previsto dalla legge 241/90, si è trattato di un tempo ridotto, dato atto che sussistevano esigenze di celerità».

L’associazione ha quindi comunicato al Comune di avere provveduto immediatamente a «cessare l’attività svolta ed a sgomberare i locali stessi, ottemperando in tal modo alla diffida».

Per quanto riguarda il procedimento amministrativo, «l’Amministrazione comunale - fanno sapere da piazza Matteotti - esaminerà i contenuti della comunicazione inviata dall’associazione e valuterà in accordo con l’Ausl le eventuali azioni congiunte da adottare».

A intervenire sulla vicenda è anche la coordinatrice imolese di Italia in Comune, Giuseppina Brienza, ex assessora alla scuola nella passata amministrazione. «Si tratta di un episodio estremamente grave - dice -, perché strutture di questo tipo non garantiscono la sicurezza e la salute dei bambini. Questo è il risultato della disinformazione che da qualche anno si è diffusa nel nostro Paese. Cosa sta succedendo ad Imola, città in cui il controllo in questo ambito è sempre stato serrato? La nostra città ha una solida tradizione in campo educativo, soprattutto per quanto riguarda la scuola dell’infanzia. Questo episodio ci dice che si è aperta una falla nel nostro sistema educativo, e che è necessario ricorrere ai ripari».

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