RIMINI

15/10/2018 - 11:40

di ANDREA ROSSINI

Acquista la droga dello stupro: assolto. «È per stordirmi quando mi prostituisco»

Passa la tesi dell’uso personale. Ex direttore di albergo gay l’aveva acquistata su internet

Acquista la droga dello stupro: assolto. «È per stordirmi quando mi prostituisco»

RIMINI. «Ho perso il lavoro e per guadagnarmi da vivere mi prostituivo: la droga dello stupro era soltanto per me, serviva a rendermi più disinibito, superare le remore, specie con i clienti dall’aspetto poco gradevole».

Un quarantacinquenne ex direttore di hotel, laureato in Economia, è stato assolto dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con una formula equiparabile alla vecchia insufficienza di prove.

Il giudice Vinicio Cantarini non ha escluso la tesi dell’uso personale, sostenuta dall’avvocato difensore Maria Rivieccio (il pm aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione). L’uomo era finito nei guai tre anni fa dopo che la guardia di finanza aveva intercettato un pacco a lui destinato. Dentro c’era un flacone da cento millilitri di Gbl, un solvente industriale, ribattezzato “ecstasy liquida”, ma più conosciuto come “droga dello stupro”. Un composto capace di stordire potenziali vittime di violenze sessuali, incapaci di ricordare l’accaduto quando tornano in sé. Il riminese l’aveva acquistato su Internet, attraverso un sito olandese, utilizzando le proprie credenziali.

Davanti ai postini-fiamme gialle ammise di essere in attesa del plico e nell’interrogatorio alla fine delle indagini preliminari raccontò del suo personalissimo rapporto con la sostanza, già provata in passato assieme a un ragazzo con il quale aveva avuto una relazione omosessuale. Quando poi, dopo una serie di disavventure personali, pensò di risollevarsi economicamente proponendosi negli ambienti gay della prostituzione, il “prodotto” gli tornò utile con i suoi primi clienti. «Ho imparato a dosarne la giusta quantità per perdere freni inibitori, ma non completamente il controllo: non è facile per me andare con degli sconosciuti». La procura non gli credette: dal flacone, stando al capo d’imputazione, avrebbe potuto ricavare più di cento dosi da rivendere a chissà chi e per quali scopi.

Il Gbl (sigla sta per acido gamma-butirrolattone ) è usato nelle carrozzerie di mezzo mondo per sverniciare, ma in Italia è bandito per l’utilizzo improprio che ne viene fatto e per i possibili danni al cuore. Inodore e incolore, può essere aggiunto a una bevanda senza che chi la prende se ne accorga. Poche gocce in più o in meno possono fare la differenza tra un combinato di effetti (perdita di inibizioni, rilassamento muscolare e successiva amnesia) e un sonno profondo, nel peggiore dei casi senza risveglio.

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