ELEZIONI NEL RIMINESE

06/03/2018 - 12:31

di LUCA CASSIANI

Pd travolto in tutta la Valconca: sprofonda sotto la soglia del 20%

Il sindaco di Morciano, Giorgio Ciotti: «Risultato quasi annunciato bastava parlare con la gente»

Pd travolto in tutta la Valconca: sprofonda sotto la soglia del 20%

Di Maio a Rimini

VALCONCA. La Valconca mette al tappeto il Pd. I democratici sprofondano sotto la soglia del 20% (19,31%) e diventano la terza forza della zona sud della provincia di Rimini. Tanto che nel comune di Montescudo-Montecolombo i rivali di centrodestra e M5s insieme, superano l’80% dei consensi.

In testa alla Valconca si issa sempre più il Movimento 5 Stelle: 38,32% complessivo con un aumento di voti che in media, in ogni comune si aggira intorno al 3%. I grillini sono tallonati dal centrodestra con il 36,11% mentre i democratici sono lontani oltre 16 lunghezze.

Comune per Comune

Il comune più a destra è Gemmano con il 43,97%, davanti a Montescudo-Montecolombo 39,32% e Morciano 39,02%. La roccaforte pentastellata è invece San Clemente 42,61% (solo +1,4% però rispetto al 41,2 delle Politiche 2013), davanti a Montescudo-Montecolombo 41,26 e Montefiore 40,66%. Al Pd resta poco, anzi pochissimo: terza forza in tutti e nove i comuni, malgrado la presenza di sei sindaci. L’unico comune in cui i “dem” sono riusciti a salvare la faccia è San Giovanni in Marignano con il 27,39% di coalizione (25,09 al partito) ma comunque sette punti sotto il voto di cinque anni fa (erano a 32,7), e ora dietro sia al centrodestra (30,81) che ai 5 Stelle (36,04). Resistono – più in termini numerici che di tenuta vera – Mondaino (25,23%) e Montegridolfo (23,18%). Negli altri territori, i democratici sono sotto il 20%. Debacle a Gemmano dove il Pd si ferma al 12,38% ben 11 punti in meno del 23,5% del 2013. Più dietro ancora c’è Montescudo - Montecolombo (12,35%) alle precedenti Politiche diviso in due comuni. Il crollo Pd, nell’intera Valconca, registra una flessione complessiva intorno all’8%.

Lega in orbita

Per un Pd che perde, c’è però una Lega che vola su livelli straordinari e forse nemmeno mai sognati prima. In tutti i comuni della Valconca il partito di Salvini è sopra il 21% (solo Montegridolfo, 15,45%, e San Giovanni, 17,19% fanno eccezione) con un exploit clamoroso che porta il partito dall’1,5% circa del 2013 a oltre il 20% in più. A guidare la riscossa del Carroccio c’è Montefiore 25,61%, poi Gemmano 24,92%.

L’analisi

«Francamente è il risultato che mi aspettavo» afferma il sindaco di Morciano, Giorgio Ciotti, alla guida di una lista civica espressione del centrodestra.

«A qualcuno avevo preannunciato che il M5s sarebbe stato il primo partito e la Lega il secondo, ma anche che il Pd avrebbe avuto un crollo. Si avvertiva chiaramente. Per chi fa l’amministratore, sta sulla strada, va nel bar e parla con la gente, questo era un risultato quasi annunciato. Secondo me, il segnale che emerge dal voto è, innanzitutto, un bisogno quotidiano delle persone di legalità e sicurezza».

Quanto al partito di Renzi «che ci sia stato un crollo verticale è evidente, anche se magari non me lo aspettavo con simili proporzioni. I numeri parlano chiaro: ormai il Pd in Valconca è il terzo partito ovunque, con un distacco brutale, malgrado qui abbia sempre avuto ottimi risultati. Questo la dice lunga sulla necessità di riformulare la presenza sul territorio in modo diverso da quello attuale».

Secondo il sindaco Ciotti il risultato di queste elezioni racconta in modo chiaro che non esistono più rendite di posizione: «Della rappresentanza politica non c’è più certezza per nessuno. Non si vota più per tradizione e appartenenza, ma in base a un’ipotesi di cambiamento. E il cambiamento non è legato al singolo partito ma a ciò che viene proposto: la politica porta a casa quello che è in grado di costruire, giorno per giorno».

Ciotti conclude: «Credo che questo risultato elettorale abbia un significato preciso anche a livello locale. É necessario riconsiderare le politiche amministrative locali che non possono essere altro che la rielaborazione della proposta di ogni partito in senso lato: bisogna tenere conto delle motivazioni di questo voto. Che esprime una forte volontà di cambiamento».

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