La caduta di Rossi

27/05/2017 - 08:00

di SIMONE MASCIA

Babbo Graziano: «Sono 30 anni che gli dico di non fare il motocross... »

L'intervista al genitore del campione: «Questo le fa capire quanto Valentino mi ascolti... è un ragazzo molto determinato»

Babbo Graziano: «Sono 30 anni che gli dico di non fare il motocross... »

Graziano Rossi insieme al figlio Valentino

RIMINI. Sorride e non perde il suo buonumore: «È da quando aveva nove anni che dico a mio figlio di non salire sulle moto da cross, mi avesse mai ascoltato una sola volta». Ma allo stesso tempo non riesce a nascondere la preoccupazione: «Quando è andato in ospedale, aveva un fortissimo dolore, meno male che adesso sta passando, i prossimi giorni saranno decisivi per capire come andrà». Lui è Graziano Rossi, per tutti il babbo di Valentino, il padre del campione di Tavullia che giovedì è stato ricoverato all’Infermi dopo essere atterrato male in sella alla moto mentre girava nella pista sterrata di Cavallara, a Fano.

Ha sentito Valentino, ci può dire come sta dopo l’incidente?

«La situazione si è evoluta in modo positivo e per questo sono davvero felice. Lui è ottimista, come sempre. Anche perché quando si è presentato all’ospedale accusava un fortissimo dolore al petto e all’addome che adesso si è attenuato».

Ha parlato con i medici?

«Ho parlato con il professor Giannicola Lucidi (il primario di Ortopedia all’Infermi, ndr) e mi ha spiegato che hanno somministrato degli antidolorifici e già oggi (ieri, ndr) ci sono stati dei miglioramenti. La situazione non è grave. A questo si aggiunge che non sono state riscontrate fratture e quindi è un bel passo avanti».

Suo figlio le ha già detto se al Mugello, il prossimo 4 giugno, sarà in pista per la gara di Motomondiale?

«Non lo possiamo sapere adesso, saranno decisivi i prossimi giorni per capire con certezza se potrà esserci e quali saranno le sue condizioni fisiche».

In passato suo Valentino ha già subito diversi incidenti, crede comunque che si riprenderà in fretta anche da questo?

«Valentino ha una grossa qualità, fisicamente è a posto perché si allena davvero tanto, è molto scrupoloso e la sua condizione è eccellente proprio grazie al suo essere costante. Ma la verità è che le botte che si ricevono non si superano con il fisico, o meglio non è l’aspetto più importante».

E su cosa deve puntare per superare l’accaduto?

«Su quello che da sempre fa la differenza per lui e che rappresenta una garanzia sin da quando era un bambino: la sua testa, la sua determinazione e la sua forza di volontà. Lui al Mugello vuole gareggiare e per me questo, come sempre, vuole dire tanto».

Sul web, tra i fan c’è chi si è lamentato perché in un momento così delicato della stagione non si dovrebbe fare motocross, troppo pericoloso. Lei cosa ne pensa?

«Mah, il motocross è un allenamento, è un tipo di allenamento che serve a mantenersi in forma e se vogliamo è di certo uno dei più divertenti da fare perché con quei salti regala delle emozioni e delle sensazioni che è quasi come vivere in aria ed è chiaro che piace davvero tanto farlo».

Ma lei cosa ne pensa, Valentino fa bene a farlo?

«Se qualche giovane motociclista sentisse l’esigenza di chiedermi un consiglio se praticare il motocross o meno, credo che sarei propenso a dirgli di non farlo. Se vogliamo dirla tutta, si tratta dell’allenamento più rischioso».

E a suo figlio, che già nel 2010 era caduto facendo motocross e facendosi male a una spalla, lo ha mai detto?

«La verità? Glielo dico da 30 anni, da quando ne aveva nove. Ma questo le fa capire quanto Valentino mi ascolti. Lui, come dicevo, è un ragazzo molto determinato».

Dalla Yamaha si sono arrabbiati per questo incidente extra corse?

«Guardi, sarà Valentino il più arrabbiato e deluso di tutti se non dovesse essere al Mugello. Conosco mio figlio e le assicuro che a gareggiare ci tiene più di tutti, sempre».

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