La pagella

21/05/2017 - 11:00

di ENEA ABATI

Andrea Delbianco dopo la figuraccia fa un figurone

Andrea Delbianco dopo la figuraccia fa un figurone

Andrea Delbianco

Questa volta non ha bisogno di cantare. Approccia bene come nuovo in politica chiedendo «perdono per l’imbarazzo, non ho mai parlato davanti a tanta gente». Viene fuori ancora meglio quando snocciola un’idea di città futura costruita facendo sistema coi vicini e difendendosi «da chi arriva da lontano senza chiedere permesso». Si supera quando propone di mutuare da Rimini il progetto dell’emporio solidale costringendo tutti quelli che parlano dopo di lui ad andargli dietro. Come grillino non è certo ortodosso: promette di dialogare con tutti e di valutare i progetti senza guardarne il colore politico. Se la cava alla grande quando Sabrina Vescovi prova a incalzarlo sui profughi e anche meglio quando tra i post-it prende quello sulla musica. Per quattro volte scandisce che «Riccione si è spenta». Adesso c’è anche lui: un figurone dopo la figuraccia.
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