Il processo

28/04/2017 - 11:18

di ANDREA ROSSINI

Il nuovo fidanzato di Gessica: «Voleva uccidermi con una balestra»

Amico di Tavares: all’inizio uscivano insieme con le rispettive fidanzate, poi divennero rivali

Il nuovo fidanzato  di Gessica: «Voleva uccidermi con una balestra»

Un momento del processo

RIMINI. Per raccontare la persecuzione subita da Gessica si parte dalla fine, l’aggressione con l’acido che ne rappresenta il culmine anche se per quelle lesioni ci sarà un processo a parte. La molla che ha fatto scattare la vendetta è stato scoprire che i vecchi sospetti di Edson “Eddy” Tavares erano fondati: il nuovo fidanzato di Gessica era proprio l’odiato ex collega di lavoro, Allen Exposito Linares, come lui sospettava da mesi.

Il nuovo fidanzato

«Minacciava di uccidermi, voleva farlo con una balestra» ha raccontata in aula il testimone di origine cubana, addestratore capo al Delfinario. Ha scelto di non costituirsi parte civile, ma l’imputato in certi frangenti della sua deposizione ribolle di rabbia e scuote il capo. Erano amici, uscivano con le rispettive fidanzate fino a quando entrambi, dubitando dei sentimenti delle loro rispettive ragazze, cominciarono a sospettare l’uno dell’altro. «Se tu ti tr... la mia, io ti tr.... la tua» era stata la “battuta” che Allen aveva rivolto a Tavares prima che la situazione precipitasse. Alla fine Allen si era davvero fidanzato con Gessica, ma solo verso la fine di luglio 2016 e aveva cercato di tenere la cosa nascosta al “rivale” dal quale cercava di tenersi alla larga.

Aggressioni e minacce

Minaccioso, Eddy, si era presentato già una prima volta al cospetto di Gessica e per fermarlo erano intervenuti i colleghi di lavoro della ragazza. Era il 24 maggio 2016 e la storia tra i due era finita un paio di settimane prima. Eddy sospettava che lei avesse una tresca con Allen: intendeva regolare i conti. Il “cubano bianco”, come lo definiva in modo sprezzante Eddy nei messaggi a Gessica, non era ancora il fidanzato della riminese, ma lo sarebbe diventato di lì a poco e lo è tutt’ora: una presenza discreta e affettuosa. Qualche sera prima, ha raccontato ieri in aula, lo aveva affrontato e preso a male parole davanti al Grand Hotel, poi in preda a una crisi nervosa aveva cominciato a prendersi a schiaffi in mezzo alla strada. Gessica era intervenuta per calmare il suo ex, mentre l’amico si allontanava. «Non ci sono altri uomini, è solo che tra noi non funziona più». Tutto chiarito? Sembra di sì, invece ecco che lui annuncia con una telefonata a Gessica il suo arrivo: «Sono arrabbiato con lui, stavolta lo ammazzo». Impugna una bottiglia quando fa il suo ingresso al Delfinario, da un’entrata sul retro. Quando gli si fanno incontro per calmarlo lui scaglia la bottiglia verso di loro. «Io per evitare qualsiasi contatto e per spaventarlo, ho afferrato un dépliant posto sulle casse, e tenendolo nella mano destra dietro la schiena simulavo di avere un “arma”. Lui mi urlava: pezzo di m... e altro». Minacce ripetute anche sotto gli occhi dei poliziotti accorsi nel frattempo. Una scena in qualche modo profetica, bottiglietta compresa della quale esiste addirittura una registrazione: Allen conservò una copia del filmato dell’impianto di videosorveglianza della struttura.

«Spuntava ovunque»

Un’altra volta Tavares si arrabbiò con il rivale perché si era rifiutato di fargli vedere i messaggi che Gessica gli aveva inviato sul telefonino. L’estate per la coppia formata da Allen e Gessica è un incubo. «Lui spuntava dappertutto, cercavamo di evitarlo e Gessica per tenerlo buono si dette da fare per procurargli un lavoro attraverso la sua conoscenza con Lele Mora». La situazione degenera verso la fine dell’anno. Nonostante i divieti ai quali Tavares è sottoposto, lui manda messaggi e quando scopre che i suoi vecchi sospetti si sono concretizzati forse nella sua mente scatta qualcosa. «Gessica ed io - racconta Allen - avevamo trascorso la giornata del 10 gennaio al maneggio a San Paolo perché avevamo in animo di addestrare un cavallo. Abbiamo cenato lì, ma quando la madre di lei ci disse che la stava cercando abbiamo temuto di potercelo ritrovare sotto casa. Così quando ho accompagnato Gessica abbiamo fatto un sopralluogo per vedere se c’era l’auto di Eddy nei paraggi, ma non l’abbiamo vista. Lei ha preferito non chiamare la polizia e prima di andarmene ho atteso che superasse la sbarra condominiale. Credevo che oramai fosse al sicuro...».

«Era come un figlio»

Neppure la madre di Gessica, Gabriella Botturi, avrebbe mai immaginato che lui sarebbe arrivato a tanto. «Lo consideravo come un figlio lo avevo accolto in casa e lui non si era mai dimostrato violento con mia figlia. Diceva di volerle bene e gli credevo quando diceva che non le avrebbe mai fatto del male». A un certo punto volevano anche sposarsi e le uniche perplessità della madre erano legate al fatto che avessero cominciato a litigare. Anche dopo la fine della storia sentimentale e l’inizio della persecuzione, la signora aveva intrattenuto rapporti civili se non cordiali con l’imputato. «Si sfogava, cercavo di consolarlo. Ma a volte non ragionava: come quando mi inviò delle foto di mia figlia scattate nell’intimità». Infine, il 10 gennaio. «Al citofono Gessica gridava: Eddy mi ha tirato l’acido. Da allora la vita è cambiata, io non ho più la testa... ».

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