Il giallo del porto

27/03/2017 - 09:57

di ANDREA ROSSINI

«Forse è la donna scomparsa in crociera». Ma resta il mistero sulla morta in valigia

Resti risaliti dalla Grecia? Verifiche affidate oggi all'autopsia, ma la pista è improbabile

«Forse è la donna scomparsa in crociera». Ma resta il mistero sulla morta in valigia

La valigia in cui c'era il cadavere della donna

RIMINI. È ancora senza nome la donna, dai tratti asiatici e in avanzato stato di decomposizione, trovata morta dentro la valigia ripescata sabato scorso nel porto canale di Rimini. Si spera che a diradare qualche dubbio possa contribuire oggi l’autopsia, affidata dal pm Davide Ercolani al professor Giuseppe Fortuni. Si potrà accertare, intanto, se si tratta o meno, come ipotizzato ieri dopo l’interessamento al caso della procura di Roma, della donna cinese scomparsa un mese e mezzo fa durante una crociera assieme al marito ai figli. Un caso che da settimane tiene banco alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Il marito, il 45enne Daniel Belling, è agli arresti con l’accusa di aver ucciso la moglie (Li Yinglei, 36 anni) scomparsa durante una crociera nel Mediterraneo a bordo di Msc Magnifica. «Nella notte tra Malta e Katakolon - avrebbe raccontato l’uomo al giudice - abbiamo litigato. Lei si era stancata, voleva interrompere il viaggio. Così a Katakolon siamo scesi solo io e i miei figli, lei è rimasta a bordo: al ritorno di mia moglie non c’era traccia e neppure della sua valigia; ho pensato che avesse interrotto la vacanza per tornarsene a casa da sola». Le cose non stavano così: di lei non si hanno notizie. Dallo scalo greco a Rimini, però, ci sono 1.200 chilometri ed è piuttosto improbabile che la valigia, con il cadavere, abbia viaggiato in direzione della costa romagnola fino a imboccare il porto canale. La verifica sarà “semplice”: Li Yinglei è alta un metro e cinquantadue e, residuo di un vecchio intervento, ha una particolare cicatrice che nonostante il tempo trascorso in mare dovrebbe avere lasciato traccia. Gli investigatori riminesi, in attesa del riscontro scientifico, non prendono in troppa considerazione la pista della crociera. Stando all’esame esterno del cadavere, infatti, l’altezza non corrisponderebbe e la morte risalirebbe a un periodo più recente rispetto a quello della sparizione della viaggiatrice cinese. Anche la valigia sarebbe diversa da quella utilizzata in crociera dalla signora. Così la Squadra mobile sta raccogliendo informazioni negli ambienti della comunità cinese locale. Una denuncia di scomparsa, presa in considerazione, riguardava una ragazza di origine vietnamita di 26 anni, domiciliata a Bologna. È stato escluso che possa trattarsi della donna trovata morta sulla base di un particolare relativo alla dentatura (un doppio canino nell’arcata superiore) che contraddistingue la ragazza orientale, ma non è stato riscontrato nel cadavere. Dagli accertamenti della polizia è emerso che la donna senza nome, dalla quale sono state tratte le impronte, non è mai stata fotosegnalata in Italia. Si presume che chi l’ha sistemata nella valigia, nuda e priva di oggetti personali, possa essere l’assassino, ma non si può escludere che qualcuno si sia sbarazzato del corpo dopo una morte naturale per evitare di dare comunque giustificazioni. Le risposte del professor Fortuni (come è morta? quando?) daranno un indirizzo alle indagini.

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