FORLI'

25/01/2019 - 16:56

Dopo Gnassi anche il sindaco di Forlì tuona per l'incontro "carbonaro"

Al summit sull'aeroporto escluse le istituzioni tranne la Lega: "Passerella elettorale vergognosa"

Il sottosegretario all'Interno in visita in Romagna

L'incontro di Molteni a Ravenna dove si è recato, proveniente da Rimini, prima di recarsi a Forlì (foto Massimo Fiorentini)

FORLÌ. Dopo il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, anche il primo cittadino di Forlì, Davide Drei, non ha gradito le modalità dell'incontro "carbonaro" tenuto dal sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, nelle sedi istituzionali di Ravenna, Rimini e Forlì di giovedì.

In città si è parlato dell'aeroporto Ridolfi e del rilancio con la società Sa, cosa che ha scatenato l'ira di Drei per l'esclusione dal summit che ha bollato le modalità come una "Vetrina della Lega". Assente il primo cittadino, non c'erano nemmeno i responsabili delle istituzioni che non fossero di centrodestra perché "non erano nemmeno stati avvertiti". E quindi quel vertice, al quale erano invece presenti il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni e "invitati selezionati arbitrariamente dal sottosegretario Jacopo Morrone, tra cui compagni di partito e sindaci di Comuni limitrofi, oggi candidati per le elezioni amministrative forlivesi", per Drei si è "trasformato in una smaccata passerella elettorale".

Lo fa notare, furente, il primo cittadino, che stigmatizza il mancato invito, sottolineando come "in un momento in cui è auspicabile l'impegno di tutti i livelli dello Stato per la riapertura dell'aeroporto Ridolfi, è inaccettabile e deprecabile l'uso che è stato fatto di un importante incontro per il progetto di rilancio". Quello di ieri, prosegue il primo cittadino, "sulla carta avrebbe dovuto essere un incontro istituzionale alla presenza del sottosegretario", e invece le istituzioni locali e il sindaco "erano assenti, in toto, perché non messi a conoscenza dell'incontro né tanto meno invitati". Questo "è un momento cruciale per il futuro del Ridolfi", prosegue Drei, per cui "è necessaria una leale convergenza tra ruoli istituzionali ed una collaborazione costruttiva per il bene e lo sviluppo del territorio di tutto il territorio e non vetrine politiche". Se al Ridolfi si tornerà a volare questo è "dovuto all'impegno del sottoscritto e del parlamentare Pd Marco Di Maio, con il coinvolgimento della Regione, che ci ha consentito di tenere aperto il dialogo con il Governo e la possibilità di una ricandidatura per la gestione dello scalo". Per questo, chi ricopre incarichi di Governo dovrebbe "mantenere una visione condivisa" e concentrare "gli sforzi a sostegno degli imprenditori coinvolti nel progetto aeroportuale, astenendosi dal trasformare valide occasioni in vetrine partitiche", affonda ancora Drei. Questo, conclude, "è il momento di dimostrare il senso delle istituzioni e il vero amore per la città, secondo una logica di collaborazione di tutti i poteri dello Stato e dei territori, e non secondo altre logiche che, anziché rafforzare il progetto di rilancio, lo indeboliscono".

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