FORLI'

03/01/2019 - 17:51

Anche il Comune di Forlì chiede di rivedere il decreto Sicurezza

Il sindaco Drei: "no a cancellazione automatica dei migranti dall'anagrafe"

Anche il Comune di Forlì chiede di rivedere il decreto Sicurezza

FORLI'. Anche Forlì si unisce al coro dei Comuni che chiedono "la sospensione immediata del decreto Sicurezza" e una "revisione immediata del provvedimento". A dichiararlo è il sindaco Davide Drei insieme all'assessore al welfare, Raoul Mosconi che mettono in chiaro che non ci saranno "automatismi da parte dell'anagrafe nelle cancellazioni di persone oggetto del decreto". Secondo Drei e Mosconi, infatti, "come ampiamente previsto, con l'inizio del nuovo anno stanno emergendo tutti i limiti di questa normativa".

Il problema nasce soprattutto dalla "mancata iscrizione anagrafica di centinaia di persone che in virtù di quanto previsto dal decreto, continueranno a permanere sul territorio". Questo, sostiene il Comune di Forlì, "creerà una fascia sociale di uomini, donne e bambini meno visibili, privi di documenti ad eccezione del permesso di soggiorno e maggiormente vulnerabili, la cui dimensione resterà sconosciuta ed estranea alla classificazione dei fenomeni demografici". Secondo Drei e Mosconi, dunque, "i problemi che si stanno registrando in tutto il territorio nazionale impongono che si faccia immediata chiarezza sulla legittimità costituzionale del decreto Sicurezza rispetto ai diritti umani". Ed è "altrettanto necessario avere una risposta sui possibili conflitti normativi ingenerati dall'applicazione di quanto previsto dal decreto rispetto a norme e codici vigenti, perché diversamente l'unico risultato sarà aver creato una situazione di precarietà' strutturale". Da qui la richiesta del Comune di Forlì di una "sospensione immediata" del decreto e "l'apertura del confronto con i sindaci per una revisione del provvedimento".

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