FORLI'

04/12/2018 - 06:41

Forlì, inchiesta Conscoop Pasolini e Aldini in libertà

Il Tribunale del Riesame scarcera il presidente che era ai domiciliari e l’ex dirigente arrestato nell’indagine dei Carabinieri

Forlì, inchiesta Conscoop Pasolini e Aldini in libertà

FORLÌ. Sono stati scarcerati dal Tribunale del Riesame di Bologna e ora sottoposti all’obbligo di presentazione ai Carabinieri. L’ormai ex presidente di Conscoop Mauro Pasolini, e il suo ex dirigente Flavio Aldini, accusati insieme a Giuseppe Caligione, funzionario del Ministero dello sviluppo economico, di estorsione continuata e aggravata, corruzione per l’esercizio della funzione, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero, hanno ottenuto l’attenuazione della misura cautelare che li aveva colpiti raggiunti due settimane fa nell’ambito dell’indagine condotta dai Carabinieri del Reparto operativo del Nucleo investigativo di Forlì-Cesena, in collaborazione con il Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano, coordinati dalla procuratrice di Forlì Maria Teresa Cameli con i sostituti Francesca Rago e Lucia Spirito. Pasolini si trovava agli arresti domiciliari a Cesenatico, mentre Aldini era in carcere. Entrambi sono difesi dagli avvocati Nicola Mazzacuva del Foro di Bologna e Mario Di Giovanni del Foro di Forlì.

L’indagine

Secondo le accuse Pasolini e Aldini avrebbero corrotto il funzionario ministeriale per avere la proroga del termine per il completamento dei lavori del metanodotto di Terzigno, nel Napoletano, affidati proprio ad una società del gruppo Conscoop. Intercettazioni telefoniche e ambientali, persone informate sui fatti, perquisizioni nelle abitazioni dei soggetti coinvolti, negli uffici di Conscoop e in quello del funzionario ministeriale, e accertamenti bancari rappresentano il fulcro dell’inchiesta dei militari, che avrebbe evidenziato diverse condotte illecite nella conduzione di affari, partita dalla denuncia di un ingegnere cesenate che in cinque anni sarebbe stato obbligato a versare una somma complessiva pari a circa 200mila euro, “pressione” esercitata anche su altri imprenditori che lavoravano per il consorzio, che serviva a raggranellare una sorta di tesoretto da utilizzare «per finalità corruttive».

Gli sviluppi

Pochi giorni dopo il terremoto che ha sconvolto Conscoop, il consorzio si è subito mosso, nominando Monica Fantini come nuova presidente e vice, Catia Ridolfi, già presidente di Idrotermica Coop.

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