FORLI'

26/11/2018 - 08:42

di GAETANO FOGGETTI

Forlì Città Aperta: "Salvini si confronti con noi sui pericoli della nuova legge"

L’associazione denuncia le incognite della normativa. "Dall’oggi al domani migliaia di persone diventeranno clandestine"

Forlì Città Aperta: "Salvini si confronti con noi sui pericoli della nuova legge"

FORLI'. «Invitiamo il ministro Matteo Salvini a un confronto pubblico per dimostrargli che il decreto legge su sicurezza e immigrazione, lungi dal migliorare la situazione attuale, rischia di diventare una istigazione al crimine».

La protesta

Ad affermarlo è l’associazione Forlì Città Aperta, che da anni si occupa di accoglienza e integrazione dei migranti, e che guarda con grande preoccupazione all’imminente approvazione in Parlamento della riforma in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica proposta dal Ministro dell’interno leghista. Già passato in Senato col voto di fiducia, il decreto è atteso dalla conferma alla Camera dove l’esame inizierà oggi, prima di diventare legge dello Stato. Novità che prevedono, tra gli effetti principali, la scomparsa del permesso di soggiorno umanitario. «Sarà il modo migliore per relegare in una sorta di limbo migliaia di persone in tutta Italia, centinaia solo nel nostro territorio – denuncia il sodalizio – dando loro automaticamente lo status di clandestini per effetto della scomparsa di quel tipo di soggiorno».

Gli effetti temuti

«Si tratta di persone che non potremo riportare nel loro Paese, dal quale sono comunque venute via perché non erano in grado di sopravvivere – prosegue la denuncia – e che comunque costerà troppo riaccompagnare. Le forze dell’ordine saranno così costrette a controllare migliaia di persone che non sono criminali, per lasciarle poi libere ma senza alcuna tutela. Chi sarà sprovvisto di permesso non potrà chiedere un lavoro o una casa in affitto. Dovrà così arrangiarsi in qualche modo, rischiando anche di mettersi nelle dei caporali, che non vedono l’ora di poter pagare la gente in nero. Il paradosso è che lo Stato spenderà tanti soldi per controllare persone che prima erano già sotto controllo avendo un lavoro, una residenza e una tessera sanitaria».

La cena benefica

Nel frattempo tante associazioni cittadine hanno promosso per venerdì prossimo, 30 novembre, in via dei Mille, 28, una cena di raccolta fondi per il progetto Mediterranea: la nave battente bandiera italiana che svolge, tra le poche rimaste, attività di monitoraggio e soccorso nel Mediterraneo. «Crediamo che in un momento politico come questo – affermano gli organizzatori – sia necessario rispondere alla deriva razzista che ha preso una parte della società italiana». Il prezzo della cena è di 22 euro per chi lavora e 17 euro per gli studenti. Tutto il pasto è stato curato a titolo assolutamente volontario.

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