LA DENUNCIA

20/10/2018 - 12:38

di MATTEO DALL’AGATA

«Troppe spese per i campi. Senza aiuti è difficile»

I dirigenti della Cava Calcio lamentano lo stato degli impianti: «Rischio ridimensionamento»

«Troppe spese per i campi. Senza aiuti è difficile»

FORLÌ

“E io pago”. Come Totò nel celebre film “47 morto che parla”, anche la Cava Calcio si trova alle prese con esborsi continui e sempre più onerosi. La società, infatti, è l’unica realtà locale a non poter disporre di strutture adeguate all’attività dei suoi circa 300 atleti, ragion per cui è costretta a reperire gli spazi necessari da altri soggetti, con pesanti ripercussioni sul bilancio.

La situazione, tuttavia, non è più sostenibile, al punto che la dirigenza, in assenza di risposte dall’amministrazione comunale, potrebbe persino decidere di mollare tutto.

Le spese

«Siamo stanchi – commentano il presidente Roberto Alpi e il vice Roberto Muratori – le spese, in questi anni, sono lievitate: per il polisportivo “Monti” di via Sillaro versiamo una quota alla Uisp, tuttavia, viste le condizioni critiche del terreno di gioco e della tribuna, del tutto inadatte a un campionato di Promozione, siamo stati costretti ad affittare il campo dell’antistadio per la prima squadra, e il Federale per la Juniores; in più, paghiamo l’impianto di Villanova per consentire ai nostri bambini di allenarsi al coperto nella stagione invernale». L’unica struttura nella disponibilità della società è il campo del Quattro. «Ma lì, purtroppo, mancano spogliatoi adeguati, e non riusciamo a sfruttarlo a dovere».

Le prospettive

Malgrado i tanti sforzi profusi in questi anni per potenziare il settore giovanile e coinvolgere sempre più ragazzi con progetti innovativi come quelli che coniugano impegno sportivo e scolastico o cercano di favorire l’integrazione fra calcio a 5 e calcio a 11, la dirigenza potrebbe, quindi, decidere di fare un passo indietro. «Così non è più possibile andare avanti. Scontiamo la mancanza di impianti all’altezza, in cui giocare e allenarci. Da soli non ce la facciamo e, senza qualche forma di agevolazione o aiuto, saremo costretti, a malincuore, a ridimensionare drasticamente l’attività».

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