FORLI'

17/10/2018 - 11:19

di LAURA GIORGI

L’Anpi chiede la piazza di Predappio per il 28 ottobre

Il presidente provinciale: «Quella è la data della liberazione del paese dal nazifascismo». L'associazione vuole vietare il raduno per celebrare la Marcia su Roma

L’Anpi chiede la piazza di Predappio per il 28 ottobre

FORLI'. L'Anpi nazionale e le sezioni di Forlì-Cesena e Rimini chiedono la piazza di Predappio. «Perché il 28 ottobre è la data della liberazione di Predappio. La nostra non è una contromanifestazione, perché quella dei fascisti che celebrano la marcia su Roma non la riconosciamo». E quest’anno se le manifestazioni non saranno vietate da Prefettura e Questura, saranno concomitanti.

La reazione dell’Anpi

Due date dal significato opposto, perché se il 28 novembre del 1922 segna l’inizio della dittatura del duce, il 28 novembre del 1944 segna la cacciata della stessa dalla città che al duce diede i natali. «Era da tempo che sollecitavamo l’associazione anche ai vertici nazionali per prendere una posizione più netta e visibile contro quello che ogni anno si ripete a Predappio in questa occasione – spiega il responsabile provinciale dell’Anpi, Gianfranco Miro Gori –. Predappio venne liberata il 28 deliberatamente: si scelse quella data per il suo valore simbolico. Dall’Anpi nazionale a quello provinciale, quello forlivese e riminese fino alla appena rinata sezione di Predappio, che si è ricostituita in questi mesi con una trentina di soci, siamo tutti concordi nel chiedere che venga vietata la celebrazione della marcia su Roma perché illegale e chiediamo noi una piazza del paese per celebrare la liberazione».

«Ripristinare la legalità»

Nella richiesta alle autorità forlivesi di vietare il raduno dei nostalgici il 28, il vicepresidente nazionale dell’Anpi Emilio Ricci, intervistato nei giorni scorsi in merito dal Corriere Romagna, cita infatti le leggi: dalla Costituzione alle norme Scelba e Mancino, affinché si riconosca il rischio che si verifichi il reato di apologia del fascismo nell’esposizione dei simboli fascisti, come di solito avviene durante quella manifestazione. «Non abbiamo sottovalutato in passato – afferma Miro Gori –, e siamo sempre stati contrari, solo ci era sempre parso che fino a poco tempo fa si trattasse più che altro di un raduno di nostalgici, che non avessero nulla a che fare con compagini come Forza Nuova che cominciavano a fare politica attiva. Ci siamo resi conto che le due cose si sono unite, e nel contempo il clima in Italia è molto cambiato. Perciò chiederemo la piazza, e se non ci verrà concessa denunceremo pubblicamente la cosa».

La festa

L'Anpi, dunque chiama «tutti i democratici e gli antifascisti a festeggiare la ricorrenza della Liberazione di Predappio dai nazifascisti». La manifestazione si terrà nella piazza che verrà loro concessa o in alternativa se verrà negata al circolo Arci di Predappio. Sono previsti come l’anno passato dalla rassegna “cantiamogliele” con protagonisti cori di canti resistenti a partire dalle 15.30; la serata si chiuderà con la “tagliatella antifascista” nello stesso circolo dell'Arci (prenotazione obbligatoria al 333 1634991 oppure 0543 28042 entro il 24, costo 18 euro). «Sarà una festa di riconciliazione non fra noi e loro, perché la storia ha detto chiaramente che ci fu una parte che ebbe torto e una che ebbe ragione – conclude Miro Gori –. Sarà una festa di riconciliazione fra tutti gli antifascisti che invitiamo a deporre singolarmente un fiore sul monumento ai caduti della Resistenza nel giardino del palazzo comunale di Predappio».

Altre iniziative

In vista della manifestazione del 28 novembre, l’Anpi ha messo in campo o sostiene alcune altre iniziative. Fra queste la prima, organizzata dall’Istituto storico della Resistenza, venerdì prossimo 19 ottobre alle 18 a palazzo Romagnoli (via Albicini 12) dove verrà presentato il libro del giornalista Paolo Berizzi de La Repubblica “Nazi Italia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista”. sabato 20 invece alle 17 nella sede dell’Anpi a Casa Saffi (via Albicini 25), verrà presentato il libro del giornalista Claudio Visani “L’eccidio dei martiri senza nome” che ricostruisce la storia di cinque giovani prelevati il 4 agosto del 1944 dal carcere delle SS in via Salinatore a Forlì e giustiziati il giorno stesso a Brisighella per rappresaglia.

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