FORLI'

25/09/2018 - 08:22

A Tredozio il processo a don Valgimigli il prete amico dei briganti

Sabato il personaggio dei tempi del Passatore sarà giudicato da un vero Tribunale: tanti volti noti tra giudici, avvocati e testimoni

A Tredozio il processo a don Valgimigli il prete amico dei briganti

TREDOZIO. Processo con un imputato “particolare” quello che verrà celebrato sabato alle 16.30 a palazzo Fantini. Alla sbarra, infatti, ci sarà don Pietro Valgimigli, detto don Stiflòn, arciprete di San Valentino, fra Tredozio e Modigliana, dal 1847 al 1854, rapporti stretti con il brigantaggio e anche con il Passatore. Insomma un processo storico, nel quale don Valgimigli sarà rappresentato da Luigi Marchi, ex sindaco di Tredozio. Come in ogni processo che si rispetti, ci saranno giudici, pubblica accusa, avvocati difensori e una giuria che dovrà emettere il suo verdetto. Tutti elementi del processo che saranno rappresentati da personaggi conosciuti.

La rappresentazione

Ecco quindi che il collegio giudicante sarà composto dal presidente Luigi Cesare Bonfanti, giudice onorario del Tribunale di Ravenna, e dai giudici a latere, gli avvocati Giancallisto Mazzolini, Gianfranco Fontaine e Rosaria Tassinari, sindaca di Rocca San Casciano, e da Simona Vietina, sindaca di Tredozio; il pubblico presente sarà la giuria popolare, mentre il pubblico ministero sarà Roberto Roccari, presidente dell’Ordine degli avvocati di Forlì-Cesena e l’avvocato difensore sarà il penalista Lorenzo Valgimigli. Maria Cristina Rossi, assessora del Comune di Modigliana, sarà la cancelliera. Al banco dei testimoni sfileranno Pellegrino Artusi, impersonato da Giuseppe Mercatali, segretario dell’Accademia degli Incamminati di Modigliana, Giuseppe Vannucchi, sottoprefetto di Rocca San Casciano, che sarà rappresentato da Massimo Frassineti; Savino Savini, contadino di Senzano sarà l’ex sindaco di Castrocaro Luigi Pieraccini, discentente di una vittima dei briganti; Andrea Leoni, speziale di Tredozio che nel processo sarà Claudio Samorì, ex sindaco di Modigliana; monsignor Mario Melini, primo vescovo di Modigliana, portato in aula dallo storico e giornalista Quinto Cappelli; Giuditta Villa, domestica di don Stiflon, che sabato sarà Sara Samorì, storica e assessora allo sport del Comune di Forlì; Anna Ghetti, amante di don Stiflon, che sarà Maria Grazia Nannini. Relatore sarà l’autore Pier Luigi Farolfi, mentre i Ciapa Cialdini saranno il Gruppo cantastorie modiglianesi.

Il personaggio

Lo stesso autore Pier Luigi Farolfi descrive nelle sue pubblicazioni don Pietro Valgimigli (1823-1885): «Che tipo era don Pietro? Un giovane prete di campagna di bell’aspetto, di buona cultura e di forte personalità, con un’attrazione fatale per il rischio, i denari e le donne concupite e sedotte dal suo temperamento. Una vita vissuta sopra le righe sui contrafforti appenninici della Romagna Toscana complice di briganti come il Passatore, Lisagna e Lazzarino. Tristo, scaltro, fiero, violento, risentito, vendicativo, imbroglione, immorale, scandaloso, bestemmiatore, eretico, magnetizzatore, pericoloso, feroce, sanguinario».

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